eva celestini, eleonora ciuchi e matteo brizi*
Giovedì 28 aprile, il principale oppositore del presidente russo Putin, Alexei Navalny, è apparso in pubblico per la prima volta dopo quasi tre mesi, per un’udienza nel tribunale di Mosca che ha confermato la precedente condanna per aver diffamato un reduce della Seconda guerra mondiale. Navalny, condannato a due anni e mezzo per violazione di libertà vigilata, non era fisicamente presente bensì collegato in video dall’ospedale per detenuti dove si trova da quando le sue condizioni di salute sono peggiorate a causa di uno sciopero della fame, iniziato in prigione e durato finora tre settimane. Durante l’udienza indossava un’uniforme carceraria nera, aveva i capelli rasati molto corti ed è visibilmente dimagrito rispetto a gennaio: pesa circa 72 kg a fronte dei 94 che pesava prima di entrare in carcere, come una delle sue avvocate ha spiegato. “Sono diventato uno scheletro” afferma lui col tono piuttosto spiritoso e provocatorio che ha tenuto per buona parte dell’udienza. Non è mancato un attacco a Putin e al suo governo, definito come il protagonista della famosa fiaba di H. C. Andersen, un “re nudo” che vive in una bugia oramai visibile a tutti: «Il vostro re è nudo e non è più un solo ragazzino a urlare la verità come nella fiaba, lo stanno urlando milioni di persone». Navalny era stato accusato di diffamazione dopo che aveva criticato sui propri social un video della tv nazionale in cui si faceva propaganda per la proposta di emendamento della costituzione, poi approvata, che consente al presidente Putin di restare in carica fino al 2036, con tanto di video dove alcuni personaggi russi di particolare rilievo mostravano il loro appoggio verso la proposta, Navalny stesso li aveva definiti “traditori”; è proprio tra uno di questi che troviamo il novantaquattrenne veterano della Seconda guerra mondiale che lo aveva denunciato per diffamazione.
*5BLSU Guglielmotti

