ANNA MOSSINO*
Dall’inizio della pandemia da Covid-19, in particolare i giovani hanno modificato le loro abitudini, causando numerosi cambiamenti. Si tratta di “stress da Coronavirus” ciò che si presenta come una serie di ansie, paure, incertezze, dubbi e timori. Questa è difficile da contenere, in particolare nei giovani, che non sanno come affrontare queste situazioni per la prima volta trovandosi, inoltre, isolati. Sono stati fatti degli studi che mostrano che il Covid19 ha incrementato del 30% la nascita di disturbi alimentari. Ciò che influenza tutto questo è anche l’isolamento prolungato, che si presenta spesso con ansie e paure, specialmente riguardanti il proprio corpo e il peso, ma anche la limitata possibilità di attività fisica. Inoltre, si assiste ad un aumento di disturbi alimentari anche nei giovani tra i 10 e i 12 anni, con una continua diffusione. Parla di questo anche il Dottor Gianfranco Cavaliere, specialista in Chirurgia dell’apparato digerente ed endoscopia digestiva, che afferma: «L’isolamento, la riduzione dell’attività fisica, la sensazione di perdere, con la sedentarietà, il controllo del proprio peso, l’incremento dello stress determinato dalle pressioni di un ambiente ristretto e di una “libertà vigilata” determinano un aumento di “pressioni”, che causano fragilità in soggetti sani e veri e propri aggravamenti di patologie preesistenti nei soggetti già fragili». Egli si appella agli adulti, specialmente i genitori, ma anche ai ragazzi, chiedendo loro di fare attenzione alle abitudini delle persone che li circondano e chiedere aiuto se necessario. La prevenzione è importante e anche mettere a disposizione il proprio aiuto come possibile; è necessario che tutti siano vicini a tutti aiutandosi l’un l’altro per affrontare e superare questa situazione nel migliore dei modi.
*4A LC Guglielmotti

