LADISPOLI – «Un dovere e un piacere per un rappresentante del Governo andare sul territorio e dimostrare con i fatti ad amministratori e cittadini la vicinanza delle Istituzioni e sono qui per ascoltare le esigenze». Si è aperta così la visita del sottosegretario all’istruzione, Rossano Sasso, a Ladispoli. Edilizia scolastica, classi pollaio, mensa scolastica, cyberbullismo, sono solo alcuni dei temi che il Sottosegretario ha trattato alla presenza del sindaco Alessandro Grando, dell’assessore alla Scuola Fiovo Bitti e di altri rappresentanti dell’amministrazione comunale presenti in aula consiliare. «Non possiamo pensare alla scuola, alle mense, al tempo pieno se poi crollano i solai», ha detto il sottosegretario prendendo come esempio quanto accaduto domenica alla Montessori di Roma. «Certo, se spendiamo miliardi di euro in banchi a rotelle e mascherine che puzzano, dove oggi la Corte dei Conti ci dice che ci sono danni per 80milioni di euro, ti viene un po’ di rabbia perché in emergenza non si è pensato a risolvere il problema». Per Sasso le scuole vanno messe in sicurezza, non solo in realazione al coronavirus, motivo per il quale il Governo ha stanziato ben 300milioni di euro che saranno distribuiti tra i vari istituti scolastici così da poter effettuare interventi là dove necessario. Sulla scuola da settembre, per il Sottosegretario non ci sono dubbi: «Ci auguriamo che la situazione sia ancora più buona di ora perché la scuola deve essere in presenza, ma non possiamo immaginare classi, soprattutto alle superiori – ha proseguito – con 30 alunni. Ne guadagna la qualità della didattica e la sicurezza. C’è veramente tanto da fare». Riflettori puntati anche sulla cultura, sulle tradizioni e sui simboli del popolo italiano. Dal crocifisso con una sentenza della Cassazione che potrebbe decidere di farlo rimuovere dalle aule («Al di là del credo religioso è un simbolo di fratellanza», ha detto garantendo che dalle aule il crocifisso non sarà tolto: «A costo che vada a metterlo io di persona»), alla propaganda gender nelle scuole finita al centro dell’attenzione dopo la circolare della Regione Lazio che dava il via libera a ciò: «Determinate ideologie – ha sottolineato – non devono entrare negli istituti scolastici. Devono lasciare in pace i nostri bambini». La visita del sottosegretario si è conclusa, successivamente, con la visita alla Corrado Melone di Ladispoli e all’istituto Ilaria Alpi.



