Calamatta, un istituto d’eccellenza
Scuola e Università
11 Giugno 2021
La scuola che cambia e si rinnova affascinando gli studenti
Calamatta, un istituto d’eccellenza

Una scuola che cambia e che si evolve rapidamente, seguendo i criteri di una società dinamica, aperta al confronto con un realtà esterna dalle pretese sempre più grandi. Lavoro e formazione devono necessariamente andare di pari passo, rispondere alle esigenze di un mercato costantemente alla ricerca di professionalità di rilievo. La scuola dei banchi e delle aule, così come veniva concepita in passato, ha lasciato rapidamente il posto a un’organizzazione molto più complessa ma sicuramente migliore, in grado di formare i ragazzi nelle più svariate specialità, per poterli poi lanciare spediti nel mondo del lavoro. Gli stessi docenti hanno dovuto rivedere nel corso degli anni le loro tecniche di insegnamento: hanno dovuto fare ricorso ad ulteriori specializzazioni, si sono addirittura reinventati pur di rispondere alle esigenze di una scuola in continua evoluzione. Una realtà che si inserisce perfettamente in questo contesto è l’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi Calamatta”, una scuola che più delle altre è oggi in grado di manifestare un cambiamento arrivato grazie ad anni di impegno e sacrifici. Chi era abituato a considerare il vecchio istituto professionale un assembramento di “arte e mestieri”, oggi è costretto a ricredersi. La cura delle aule, le professionalità interne, la strumentazione dei vari laboratori, l’assortimento di indirizzi, l’offerta formativa variegata (includendo anche il corso serale) fanno dell’Istituto Calamatta, oggi guidato dalla preside Giovannina Corvaia, un fiore all’occhiello dell’istruzione civitavecchiese.

INDIRIZZO MECCANICO

Quando si parla dell’Istituto Calamatta, si pensa subito al settore della meccanica, probabilmente quello più conosciuto. I “piccoli mastri” locali d’altronde sono passati quasi tutti da lì, da quei laboratori oggi trasformati e irriconoscibili rispetto agli anni passati, che hanno lasciato nei ragazzi ricordi ed esperienze indelebili. Sono aumentate le macchine a disposizione, il vecchio utensile del tornio ha fatto posto a controlli computerizzati capaci di lasciare a bocca aperta chi assiste a una prova pratica. L’azione preceduta dalla spiegazione: aumenta lo spazio dedicato alle lezioni in aula, con il risultato di formare studenti più consapevoli al momento di mettere in pratica in laboratorio quanto appreso. Sostituire pezzi meccanici, sistemare vetture, creare dal nulla pezzi metallici (e non solo) sono le principali attitudini degli studenti dell’indirizzo meccanico, coloro che ancora oggi – insieme ai ragazzi del settore elettrico – vengono identificati come “quelli del Calamatta”.

INDIRIZZO NAUTICO

La giornata tipica di un alunno che frequenta il settore nautico del Calamatta varia in base alla specializzazione che viene scelta dall’alunno. Quelle offerte sono tre: macchine, logistica e capitani, con gli studenti chiamati a una scelta dopo il secondo anno, prima di proseguire i tre anni rimanenti, da dedicare allo studio di materie specifiche in base alle singole attitudini. La specializzazione “capitani” racchiude le attività di coperta che vengono svolte su una nave, mentre la specializzazione “logistica” è principalmente orientata verso il lavoro portuale da terra, svolto quasi sempre attraverso agenzie o uffici. Particolarmente importante è poi la specializzazione “macchine”, che include tutte quelle attività legate alla meccanica navale (motori, impianti e manutenzione). Scegliendo il settore nautico si ha la possibilità di acquisire ben tredici brevetti, fondamentali per esperienza e punteggio. Frequentando ad esempio il corso da bagnino, lo studente ha la possibilità di relazionarsi con il mondo del lavoro già a sedici anni. Gli sbocchi occupazionali sono una marea, dal settore pubblico a quello privato. Circa sei le ore di lezione svolte ogni giorno con alternanza tra teoria in aula e pratica in laboratorio. Di notevole impatto due motori di propulsione navali nelle disponibilità della scuola, che contribuiscono a una didattica d’eccellenza, in quanto perfettamente funzionanti e utilizzabili.

INDIRIZZO MODA

In ogni contesto esiste una realtà che si differenzia.

Nell’ambiente della moda questa realtà è quasi sempre pratica piuttosto che virtuale, grazie alla presenza di componenti qualificati per l’istruzione dei propri studenti, nel finalizzare e realizzare i loro obbiettivi. Ragazze molto giovani, quasi sempre proiettate nel mondo dei social, già capaci di selezionare un prodotto, perfettamente in grado a colpo d’occhio di capire se una confezione tira oppure no.

I sogni di queste ragazze cominciano nel laboratorio di moda, a contatto con insegnanti preparate e attrezzatura all’avanguardia: sei ore di lavoro impegnativo ogni settimana tra bozzetti, aghi, spilli e tessuti di vario tipo. Si parte da qui per realizzare qualcosa di importante, per arrivare a creare abiti molto spesso indossati in una fase successiva da ragazze della stessa scuola Calamatta, magari nel corso di iniziative periodicamente organizzate dall’istituto con estrema cura dei particolari. In questo contesto assume una importanza rilavante la sfilata di moda che si è tenuta lo scorso anno alla Cittadella della Musica e che ha visto tra i protagonisti della kermesse lo stilista Renato Savi, recentemente scomparso. Un indirizzo, quello della moda, sicuramente affascinante, che di sicuro concede alle studentesse la possibilità di esprimere al meglio il loro estro e la loro creatività. Al termine dei cinque anni di studio, le ragazze hanno la possibilità di lavorare nel campo della moda, sia per quanto riguarda la professione di stilista, sia per quanto riguarda quella di indossatrice. Con gli anni continuano poi a prendere piede l’attività di fashion designer e quella di giornalista nel settore della moda.

L’impegno, la determinazione e la costanza sono gli ingredienti fondamentali per la riuscita di un percorso scolastico, prescindendo dall’indirizzo scelto. Le figure competenti presenti all’interno della scuola Calamatta, oltre ad essere dei validi docenti, con gli anni sono diventati dei “motivatori” eccezionali. Il crollo del dato relativo all’abbandono precoce della scuola ne è la prova.