«La crisi occupazionale della nostra città si acuisce ancora ogni minuto di più. Non passa giorno infatti senza che categorie, gruppi di lavoratori o dipendenti di una società entrino in agitazione per rivendicare diritti, tutele e soprattutto garanzie per il futuro occupazionale». È l’affondo di Potere al popolo, che focalizza l’attenzione sul grande presidio dei lavoratori portuali civitavecchiesi davanti all’Authority al fine di accendere i riflettori sul delicato tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Pap riparte da Minosse, dalla Pas e dalle relative nuove agitazioni sindacali: «Sul fronte Minosse la situazione è critica. Il ridimensionamento al ribasso dei traffici di carbone hanno determinato, come era ampiamente prevedibile, una situazione di stallo in cui molti operatori rischiano seriamente il proprio posto di lavoro – si legge in una nota – Enel ha infatti recentemente concluso un accordo con la società attraverso il quale si concretizzerà un sostanziale dimezzamento del personale attualmente impiegato per lo scarico del carbone. Delle 37 maestranze attualmente impiegate, sarebbero già stati individuati esuberi pari a 11 unità nel 2022 e altre 6 unità nel 2023». Durissime critiche rivolte ad Enel, mentre sul fronte Pas, il movimento di sinistra interviene sui gravi problemi di organico della Pas e sulle vertenze Gtc e Csp. Pap parla inoltre di immobilismo delle istituzioni locali e della politica cittadina: «La crisi sociale morde da tempo e Civitavecchia è una bomba a orologeria che l’imminente ed ignobile sblocco dei licenziamenti a livello nazionale rischia di far esplodere in un attimo».

