TARQUINIA – Un grande sforzo collettivo che metta in campo tecnici e ingegneri che sappiano valutare la proposta del Comune di Tarquinia, e che veda in campo anche il prefetto per trovare soluzioni che possano portare la trasversale Orte–Civitavecchia e il suo completamento «fuori dal pantano».
È l’ennesimo appello dell’ex sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola a pochi giorni dalle esternazioni del viceministro alle Infrastrutture Alessandro Morelli (Lega) sulla importanza di realizzare l’arteria.
Mazzola stigmatizza il passaggio di Morelli quando ha detto “Bisogna ascoltare il territorio”.
«Ancora una promessa di ascolto per il territorio – dice l’ex sindaco di Tarquinia – Nella nostra provincia i passaggi di personaggi politici, volti a sostenere la costruzione della S.S. 675, si susseguono incessanti, questa volta si tratta del viceministro alle Infrastrutture della Lega. Come tutti, ha affermato “Il territorio decida il percorso”. Questa è la modalità con cui pensano di rendere fattive delle promesse che poi cadono nel vuoto. Sembra di essere su scherzi a parte. Ci credono davvero a quello che dicono? Il viceministro non sa che il territorio e soprattutto il Comune di Tarquinia ha già deciso da cinque anni? Inviando alla Regione, all’Anas e al Ministero un progetto di fattibilità per evitare i tanti vincoli che gravano sul tracciato verde, circa 15, nonché i tanti ricorsi che hanno rallentato la costruzione della trasversale?».
«Voglio ricordare – dice Mazzola – che anche il Ministero dell’Ambiente, oltre ad altri enti, è contrario al tracciato verde. Il presidente della Regione Lazio ha pubblicamente esternato quanto sia fondamentale ascoltare i territori. Però riguardo la trasversale Nicola Zingaretti si è completamente astenuto dall’ascoltare i Comuni, i cittadini, il territorio. L’ho sollecitato tantissime volte a seguire direttamente la questione. Niente da fare. Non si sa bene per quale motivo, per quale interesse si continui a sostenere la fattibilità del tracciato verde, anche se questo insiste su una fetta di territorio che è super vincolato».
«Se veramente ci fosse la volontà di ascoltare il territorio – aggiunge Mazzola – si sarebbe evitato di nominare “commissario” la progettista del tracciato verde. Un tecnico incompatibile? Almeno inopportuno nominarla. Non perché non abbia capacità professionali, bensì perché è stata la responsabile progettista per l’Anas. Ha studiato, progettato, proposto e difeso il tracciato verde, senza aver saputo ascoltare l’ente locale, i cittadini, gli imprenditori agricoli ed è andata in contrasto con il territorio. Quindi è chiaro che non si interrompe un percorso ritardatario, difficile e litigioso. Un contrasto che ha portato i cittadini e tutte le associazioni ambientaliste e i vari comitati interessati a tutelare la valle del Mignone e il proprio lavoro, presentando ricorsi al Tar e a qualsiasi altro ente preposto, per cercare di bloccare la costruzione del tracciato verde”.
“Chi vuole veramente costruire velocemente questa importantissima infrastruttura deve verificare fino in fondo la proposta del Comune di Tarquinia – sottolinea Mazzola – Non si capisce nemmeno la presa di posizione delle associazioni di categoria, dei sindacati e di tutti coloro che continuano a non considerare minimamente su quale zona verrà costruito tale tracciato. Purché venga realizzato in tempi veloci si faccia in qualsiasi posto. Questo si chiama “qualunquismo”. Perché si ostinano a non voler prendere posizioni per poter sbloccare velocemente una fondamentale, importante infrastruttura per l’economia, per il turismo, per il porto di Civitavecchia, per il centro Italia?».
Quindi la ricetta: «Serve urgentemente la vera politica disinteressata ai giochi di potere – afferma Mazzola – un’associazione di categoria, dei sindacati dei lavoratori e/o un ente locale che organizzi un gruppo di tecnici, ingegneri che valutino se la proposta del Comune di Tarquinia sia fattibile, economica, veloce e che eviti tutti i ricorsi e tutte queste battaglie di carta bollata. La mia battaglia è stata sempre finalizzata alla costruzione della trasversale evitando questo tipo di rallentamenti. Oppure il prefetto, persona molto disponibile a trovare le soluzioni per risolvere problematiche importanti e incancrenite negli anni, si faccia promotore e arbitro di incontri tra le parti per imboccare la strada giusta per evitare scontri e ricorsi. Per una soluzione che ci porti velocemente a costruire la S.S. 675, per poter far decollare tutto il centro Italia, collegando l’Adriatico al Tirreno”.
“Serve un grande sforzo per uscire da questo “pantano” – conclude Mazzola – che alcuni politici locali hanno creato, non si sa bene per quale interesse. Perseguire un unico obbiettivo, ossia quello di ascoltare il territorio e sbloccare questa, passatemi il termine, “ benedetta” trasversale. Vediamo se il sottosegretario saprà dare seguito alla sua affermazione “Bisogna ascoltare il territorio”».
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