«Obiettivo didattica in presenza dall’inizio»
Amministrazione, Scuola e Università
18 Agosto 2021
«Obiettivo didattica in presenza dall’inizio»

LADISPOLI – E mentre alla Corrado Melone si dibatte ancora sull’uso della palestra come mensa, l’assessore alla scuola Fiovo Bitti prova a fare il punto della situazione sull’anno che verrà. Già dai prossimi giorni l’amministrazione incontrerà i dirigenti scolastici «per assicurare le migliori condizioni possibili per l’avvio dell’anno scolastico, fermo restando le competenze specifiche sugli immobili per il Comune e sull’organizzazione interna e della didattica per i dirigenti».«Sulla base delle indicazioni finora fornite dal Ministero dell’istruzione- ha detto Bitti – si ricorda infatti che Parlamento e Governo possono intervenire ulteriormente nelle prossime settimane, è possibile provare a dare delle indicazioni di massima alle famiglie, le quali, chiaramente, dovranno comunque fare riferimento alle circolari che saranno emanate per ogni singolo Circolo didattico. L’obiettivo è quello di svolgere le lezioni in presenza fin dal 13 settembre, con il ricorso alla didattica a distanza, ora definita didattica digitale integrata, soltanto in casi ed eventi eccezionali e con provvedimenti mirati di presidenti di regione e sindaci. Volendo immaginare una giornata tipo per lo studente o la studentessa, come nello scorso anno, l’entrata sarà scaglionata e non sarà possibile accedere a scuola o rimanervi con una temperatura superiore a 37,5 gradi. Il comitato tecnico scientifico insiste sul fatto che non è compito della scuola misurare la temperatura corporea, ma dovrebbero essere i genitori, in uno spirito di collaborazione, a tenere il proprio figlio o figlia a casa». Non sarà necessario, per gli studenti, mostrare il green pass, indispensabile invece per gli insegnanti, almeno fino al 31 dicembre. «Confermate le indicazioni anche con riferimento all’utilizzo della mascherina con le eccezioni già indicate lo scorso anno (età inferiore a sei anni frequentanti la scuola dell’infanzia; persone con patologie o disabilità incompatibili; attività sportiva) e il distanziamento interpersonale di almeno un metro. Il Ministero nella sua nota esplicativa chiarisce che la misura sul distanziamento è raccomandata, permettendo così una valutazione di quelle che sono le condizioni strutturali e logistiche degli edifici che ospitano le classi. È fondamentale comunque assicurare tutte le altre misure, dalla igienizzazione delle mani all’areazione, fino alla pulizia dei locali. Altra raccomandazione, laddove possibile, è quella relativa al distanziamento di due metri fra l’insegnante e gli allievi. Per la sola scuola dell’infanzia, il Ministero continua a raccomandare la cosiddetta didattica a gruppi stabili, sia con riferimento ai bambini e alle bambine che al personale, in modo tale da poter circoscrivere con facilità eventuali focolai. La somministrazione dei pasti può avvenire nelle mense scolastiche e in altri spazi a ciò destinati, formula che lascia ampi margini di intervento ai dirigenti scolastici, naturalmente in raccordo con gli organismi competenti, ad iniziare dalla Asl, e fermo restando alcune indicazioni di massima: gli operatori dovranno indossare la mascherina; la somministrazione potrà avvenire nelle forme usuali, anche senza l’impiego di stoviglie monouso; il rispetto delle ordinarie prescrizioni di distanziamento, quindi un metro, durante il consumo dei pasti e le fasi di ingresso e uscita; l’igienizzazione personale. Il Ministero consiglia anche di procedere ad una turnazione, se necessario per ridurre l’affollamento dei locali». Per quanto riguarda invece l’educazione fisica: «In zona bianca, la mascherina non serve, purché sia garantito il distanziamento di due metri; sempre in zona bianca sono possibili le attività di squadra, anche se al chiuso sarebbe meglio privilegiare quelle individuali, con quest’ultime raccomandate in zona gialla e arancione. L’uscita, come l’entrata, è sempre scaglionata; fondamentale, in questa fase, la collaborazione dei genitori per evitare inutili e pericolosi assembramenti. Ultima annotazione: al momento non è previsto un obbligo vaccinale anti Covid-19 per gli studenti e le studentesse, essendo la decisione rimessa alle famiglie. L’obbligo riguarda il personale scolastico, con alcune eccezioni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA