VITERBO – È in corso in Prefettura a Viterbo il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Alla riunione sul rave di Valentano attivo da cinque giorni, sono riuniti i vertici delle forze dell’ordine locali. La Questura di Viterbo da ore sta mettendo in atto attività di mediazione, affinché cessi il rave non autorizzato.
Intanto la Procura ha aperto un fascicolo sulla morte del 25enne, Gianluca Santiago Camassa (inglese di nascita, dafamiglia italiana, e da circa otto mesi residente stabilmente a Reggio con il padre presso la casa dei nonni), il cui corpo è stato ritrovato nelle acque del lago di Mezzano dove il ragazzo si era tuffato. A coordinare le indagini il procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma. Si procede per morte come conseguenza di altro reato e al momento non ci sono indagati. L’autopsia è già stata effettuata, si attendono i risultati. Sono stati anche disposti gli esami tossicologici, per i quali però si dovrà attendere almeno 15 giorni.
Nessun secondo morto si sarebbe registrato nell’ambito del rave, come circolato in alcuni ambienti già da ieri sera. Fonti ufficiali smentiscono infatti la notizia. Intanto si apprende anche di presunti abusi sessuali nei confronti di due ragazze che hanno deciso di presentare denuncia alle forze dell’ordine.
I FUNZIONARI DI POLIZIA: SCENARIO COMPLESSO, CON PROVA FORZA RISCHIO VITTIME Il portavoce dell’associazione nazionale Funzionari di polizia, Girolamo Lacquaniti interviene per spiegare la pericolosità di un eventuale intervento coatto . «Andando controcorrente e rispondendo ai molti esperti di ordine pubblico dell’ultima ora, crediamo sia necessario fare un po’ di chiarezza sulla vicenda del rave party di Viterbo. Lo facciamo sotto un profilo squisitamente tecnico perchè l’idea di una resa dello Stato non ci sembra coerente con quella che è una scelta (secondo noi correttissima) di evitare scenari di straordinario rischio». «Il terreno privato (non pubblico) oltre ad essere particolarmente vasto è stato occupato da decine di tir e vede la presenza di migliaia di persone, in più è presente vegetazione secca, facilmente infiammabile – spiega Lacquaniti – In uno scenario di questo tipo l’intervento prevedrebbe un uso della forza che dovrebbe tenere conto dei rischi connessi al movimento di mezzi pesanti tra la folla. In più l’uso dei lacrimogeni rischia d’innescare incendi con esiti drammatici». «Chi oggi grida allo scandalo e sollecita interventi coatti – continua il portavoce dell’Associazione – sappia che sta insistendo su una soluzione dove la possibilità di avere feriti gravi o eventi letali è una concreta probabilità. Per questo, il nostro giudizio sull’operato del questore è assolutamente positivo e gli rivolgiamo la nostra solidarietà e vicinanza. Siamo consapevoli che le immagini di Viterbo appaiono uno schiaffo alla situazione che viviamo tutti, ma sotto il profilo tecnico operativo è giusto sottolineare che altre soluzioni contengono concreti rischi di danni molto peggiori. Inoltre, l’azione di persuasione dell’autorità di pubblica sicurezza ha portato, ad oggi, all’allontanamento dall’area di circa 1.500 soggetti».
Già dalla notte appena trascorsa, infatti, diverse automobili hanno lasciato l’area sotto il controllo delle forze dell’ordine. La musica, però, non accenna a fermarsi, con impianti stereo in piena attività.
MOSAP: PLAUSO A QUESTORE PER MEDIAZIONE, SCELTA RESPONSABILÈ «Mi sento di rivolgere un plauso ai colleghi per l’eccellente lavoro che stanno portando avanti in queste ore e vorrei tranquillizzare i viterbesi perché le strategie adottate per far fronte ad un evento che non poteva essere previsto, stanno dando buoni risultati senza compromettere l’incolumità di nessuno», ha infatti detto Fabio Conestà, segretario generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap). «Le strade da intraprendere erano solo due a fronte dell’improvvisa invasione di ferragosto che ha visto anche una vittima e una giovane donna grave in terapia intensiva: usare la forza o usare la testa. Il Questore di Viterbo Giancarlo Sant’Elia, ha scelto di usare la testa e mediare con gli organizzatori del rave party, non facendo mancare presidi di uomini e mezzi atti a garantire che più nessuno si aggreghi ai luoghi e a scongiurare disordini. Crediamo che quella del Questore sia stata una scelta responsabile che oltre a limitare i danni e i problemi di ordine pubblico, ha già dato i suoi frutti in quanto gli organizzatori lasceranno l’area prima del previsto e molti dei partecipanti sono già andati via». «Ovviamente – continua Conestà – se avessimo avuto più uomini e mezzi a disposizione, le cose sarebbero andate diversamente. Oggi è toccato a Viterbo, domani potrebbe succedere ovunque e se il Governo non investe sul capitale umano, le cose saranno sempre più difficili da gestire e i poliziotti anziché mediare potrebbero finire sotto ricatto da parte di chi non rispetta le regole. Si parta da questo episodio per prevenirne altri, assumendo uomini ed investendo sugli equipaggiamenti. Abbiamo graduatorie bloccate, giovani con un sogno lasciati nel limbo a causa di cavilli assurdi. Si favorisca lo scorrimento delle graduatorie».
Intanto già dalle prime ore della giornata si sono susseguiti gli interventi della politica, finalizzati soprattutto ad invocare un intervento risolutivo da parte del Governo.
SALVINI (LEGA): VIMINALE IMMOBILE, LA LEGA PRESENTERÀ UNA INTERROGAZIONE «Nonostante un morto, l’appello di sindaco e cittadini e i rischi enormi per la sicurezza e la salute, da giorni migliaia di persone restano assembrate senza autorizzazione per un rave nel Viterbese”, le parole del leader della Lega Matteo Salvini che aggiunge: “E’ uno schiaffo al buonsenso e agli italiani che rispettano le regole eppure il Viminale è immobile. La Lega presenterà una interrogazione. Lamorgese cosa dirà questa volta? Che il dossier è sul tavolo di Draghi o che si aspetta un aiuto dall’Europa?».
SANI (PD): GRAVE SOTTOVALUTAZIONE DEL VIMINALE, INVIARE SUBITO RINFORZI «Sul rave nel viterbese c’è stata una grave inadempienza da parte del Ministero dell’Interno: è inammissibile che da giorni migliaia di giovani stiano vivendo nella totale illegalità con conseguenze drammatiche», dichiara Luca Sani, deputato Pd. «Per fermare questa follia non sono sufficienti gli attuali presidi locali delle Forze dell’ordine, che si sono spesi concoraggio ed intelligenza in questi giorni, ma occorre inviare senza ulteriore indugio i necessari rinforzi per polizia e carabinieri».
IL SINDACO DI VALENTANO: LAMORGESE DIA RISPOSTE «Esistono ancora tre grandi problematiche a cui il ministero dell’Interno deve dare una risposta». Esordisce così Stefano Bigiotti, sindaco di Valentano, in un video inviato via WhatsApp ai media. «Una problematica di ordine e sicurezza pubblica – afferma -all’interno del rave party illegale che dopo cinque giorni di festa si sta ancora consumando. Un secondo problema, invece, riguarda l’emergenza epidemiologica: le comunità locali iniziano a essere veramente preoccupate. Un terzo problema -conclude – è di carattere ambientale: quali saranno le conseguenze per una zona di interesse comunitario come quella di Mezzano? Lamorgese deve immediatamente dare una risposta».
GASPARRI (FI): SU RAVE REGISTRIAMO LA RESA DELLO STATO «Registro con amarezza la resa dello Stato di fronte al rave party che prosegue sostanzialmente indisturbato a Valentano nei pressi di Viterbo. Gli amministratori locali sono stati schiacciati da questa iniziativa che sta arrecando gravi danni al territorio”, le parole del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. “Peraltro – prosegue il senatore – nel rave party circolano certamente droghe di vario tipo e tutto ciò prosegue senza alcuna azione che stronchi un atto chiaramente illegale e di inaudita violenza nei confronti di un territorio abituato a vivere serenamente. Il pur generoso impegno delle autorità locali non ha potuto porre fine a questo evento, perché servirebbe un intervento ben più massiccio. Ho chiesto con educazione alle massime autorità della sicurezza un intervento. Ma ci si limita ad identificare coloro che entrano e escono dall’area occupata e non si dà luogo ad una iniziativa straordinaria che sarebbe urgente, sia per le vicende luttuose che stanno accompagnando questo evento, sia per la circolazione abbondante di sostanze stupefacenti. Ma come farà lo Stato a multare un ristoratore o un rosticciere per violazione delle norme anti Covid quando si assiste impotenti a un assembramento che anche sotto il profilo sanitario è in palese contrasto con le regole vigenti? Le giornate del viterbese non saranno certamente ricordate come un trionfo dello Stato e della legalità. Il governo batta un colpo. Le dimensioni dell’evento non possono sfuggire all’attenzione dello stesso Presidente del Consiglio, che dovrebbe impartire direttive secche ed immediate. Comprendo che sgomberare un evento di questa dimensione è un fatto complesso. Ma si può rimanere fermi e passivi di fronte ad una illegalità così grave?».
LAMORGESE CHIAMA IL SINDACO DI VALENTANO La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, in serata ha chiamato il sindaco di Valentano Stefano Bigiotti per parlare della situazione che sta coinvolgendo il comune dell’Alta Tuscia nella zona del lago di Mezzano. «Se mi ha fatto piacere? Molto, mi ha rassicurato», ha detto all’Agi il primo cittadino viterbese.
PARTE IL DEFLUSSO, C’È CHI FA SOSTA NOTTURNA NEI PAESI Alcune decine di partecipanti che hanno lasciato il maxi rave party abusivo sono segnalati stasera nel centro storico della confinante Pitigliano (Grosseto), paese in questi giorni affollato di turisti. Secondo quanto riportato dall’Ansa tra i reduci del rave, alcuni hanno finito i viveri e sono in cerca di cibo, qualcuno si è addormentato accampandosi di fatto nelle strade pubbliche, altri non hanno mezzi per tornare ai luoghi di provenienza e aspettano la ripresa dei servizi di linea (autobus) domani mattina. La situazione è calma ma viene osservata dalle autorità. «È iniziato il deflusso dal rave – spiega stasera il sindaco Giovanni Gentili – e alcuni partecipanti sono arrivati in paese a Pitigliano. Hanno lasciato il rave quelli che erano meno organizzati, senza camper, senza roulotte. Spesso hanno finito le scorte e se ne vanno. Risulta che gli organizzatori prevedevano di far durare il rave dieci giorni ma speriamo che possa concludersi già domani, ci sono accordi che operano in questa direzione». Anche i comuni di Manciano e in minor misura Sorano, sul versante della Toscana sono interessati dai flussi di rientro dei reduci del rave party osservati nei loro transiti dalla popolazione locale nelle proprie case.


