Roma – “La produzione industriale ha raggiunto un nuovo picco storico registrando a giugno il +4,7% e non accadeva dal 2019. Un segnale importante e non solo di ripartenza dopo il lungo stop dello scorso anno ma di recupero degli ordini persi a causa della pandemia. Questa ripresa è sinonimo di fervente ottimismo dei consumatori”. Così Flavio Lorenzin presidente di Confimi meccanica nel commentare i dati del primo semestre 2021. Ma c’è di più. “Eppure – spiega Lorenzin – la ripresa economica, avvenuta in maniera repentina e in simultanea nelle principali economie mondiali ha portato con sé non poche difficoltà: un incremento dei costi di materie prime e semilavorati nonché la loro difficile reperibilità e grandi rincari nel settore delle spedizioni. Ad essere maggiormente colpita quindi è senza dubbio la manifattura, e il settore della meccanica in primis” chiosa Lorenzin.
A confermare la sensazione di chi vive l’impresa ogni giorno, provando a dare una spiegazione al fenomeno, è Adaci l’Associazione italiana acquisti e supply management, che per Confimi Meccanica ha realizzato il focus ‘Criticità riguardanti la disponibilità di materie prime e componentistica per la manifattura italiana’.
Scendendo nel dettaglio della forbice temporale analizzata, dicembre 2020-giugno 2021, il rapporto evidenzia alcuni numeri: l’indice totale delle commodities su scala europea segna un +27%, se invece il discorso viene ristretto a quelle industriali si parla di un +21%. A farla da padrone, tra i metalli non ferrosi, alluminio (+24%) e rame (21%). Cresciuti a dismisura il coils laminato a caldo che spazia da un +54% (Ue) a un +94% (Usa), le materie plastiche che oscillano da un +30% a un +140% e i prodotti chimici i cui costi sono aumentati fino al 100%.
Situazione complessa, e che attraversa indistintamente ogni settore produttivo, quella degli imballaggi: in 6 mesi, infatti, il prezzo inizialmente cresciuto del 50% ha superato di più del doppio il prezzo iniziale registrando una crescita del 120%. Nel risiko degli scambi commerciali, tra paesi che hanno adottato misure di protezionismo introducendo dazi sulle merci in entrata e/o in uscita (Russia, Cina, Usa per fare un esempio) e nel nuovo assetto geopolitico che si è disegnato in tempi pandemici, non è rimasto illeso il costo dei trasporti: cresciuto anche fino al 40% in più quello su gomma, quadruplicato (+400%) il trasporto marittimo.
“Potrebbe sembrare solo una questione di costi” tiene a precisare il numero uno di Confimi Meccanica “ma non è affatto così: in un momento in cui le imprese sono piene di ordinativi non disporre della materia prima vuol dire fermare gli impianti e i lavoratori”.
L’analisi di Acaci, orientata non solo a evidenziare come siano lievitati i prezzi ma a trovare una spiegazione del quadro economico attuale e, perché no, a ipotizzare l’andamento del fenomeno nei prossimi mesi, mette innanzitutto bene in luce il fattore Cina. La Cina, infatti, si evince nel rapporto, è di fatto il primo Stato ad essere uscito dalla crisi essendo di fatto ripartita con 4
mesi di anticipo. Riveste ormai da oltre un ventennio il ruolo di “Fabbrica del mondo“ con grande consapevolezza delle altre potenze economiche, e vivendo di processi decisionale più snelli ha avuto la possibilità di fare scorte prima che i prezzi iniziassero a salire. Inoltre, sottolinea Adaci nel rapporto, tutti gli altri Paesi sono ripartiti con i magazzini vuoti in virtù delle strategie ‘lean’ e di un approccio ‘just in time’ tipico delle imprese, soprattutto europee che per essere più efficienti si sono abituate a non accumulare scorte, trovandosi in questa occasione più molto vulnerabili.
Fabrizio Santini, presidente nazionale Adaci “Nel promuovere lo scambio di esperienze tra i soci, la nostra associazione raccoglie dati e trend da manager che operano in aziende nazionali, gruppi industriali internazionali di ogni dimensione e avvalendosi di collaborazioni con studi di ricerca e analisi economica ne sintetizza i valori al fine di produrre una informazione che sia fruibile per i soci Adaci mediante l’aggiornamento di strumenti a loro riservati, e resi pubblici in occasione di workshop, coordinati dal consigliere nazionale Nevio Benetello, ed eventi organizzati, oltre a collaborazioni con associazioni di imprese come Confimi”.
“Questo documento – spiega – realizzato dal gruppo di lavoro coordinato da Donato Gianantoni e Luca Surace, in collaborazione con PricePedia, oltre a fotografare la situazione riguardante diversi settori merceologici vuole essere di stimolo a riflessioni in ambito strategico e sollecitare le imprese e le istituzioni ad osservare quanto sta succedendo da fine 2020 a tutto il primo semestre 2021”.
“Non solamente – sottolinea – come fenomeno ciclico e/o conseguenza della pandemia, ma a valutarlo come forte segnale d’allarme per la vulnerabilità della nostra struttura economica-produttiva ed in particolare per le pmi che caratterizzano e sorreggono il tessuto industriale nazionale”.

