TARQUINIA – Lavori in corso e bambini trasferiti in container per consentire la messa in sicurezza e il ripristino dei luoghi. La campanella del nuovo anno scolastico, all’Ettore Sacconi di Tarquinia, inizia col “piede sbagliato”. A puntare i riflettori sulla situazione che saranno costretti a vivere i bambini sono proprio i genitori. Con la chiusura di parte del padiglione Nardi e alcune classi trasferite in palestra, da ben quattro anni, gli alunni stanno vivendo diversi disagi. «Quattro anni fa ci avevano raccontato che la situazione che si era venuta a creare era temporanea e che di lì a poco si sarebbe sistemato tutto», ha raccontato una mamma. E così i genitori, nella speranza che la soluzione fosse ormai alle porte si sono adattati e «con tutte le difficoltà possibili i nostri ragazzi hanno iniziato la loro avventura nella scuola primaria». Ma ad oggi non solo nulla è cambiato all’interno dell’istituto scolastico ma è addirittura «peggiorata». «Si parla di container e ancor prima di uno smistamento in altri spazi alla Sacconi», con la scuola e in particolare il padiglione che diventerà un vero e proprio cantiere proprio quando la campanella sta per suonare. L’amministrazione ha infatti ottenuto un finanziamento per poter finalmente effettuare i lavori di messa in sicurezza e di ripristino dei locali, con il cantiere che dovrebbe partire a giorni.
L’INTERVENTO DEL PD
Ed è proprio sulla “tempestività” dei lavori che puntano i riflettori i consiglieri del Partito democratico di Tarquinia Sandro Celli ed Enrico Leoni. «Lo avevamo chiesto in consiglio comunale di prevedere per tempo un finanziamento ad hoc per restituire quelle aule chiuse alla scuola, ma l’assessore Benedetti ci aveva risposto che non c’erano soldi per gli interventi necessari e che le nostre previsioni di 4/500 mila euro erano fuori dal mondo perché sarebbero stati necessari almeno 2 milioni di euro. Ora sembra che, con i circa 200 mila euro di un contributo ministeriale, si possano recuperare tre aule al piano superiore del padiglione Nardi, oggetto dei lavori in questione. Allora se, come diceva il grande Totò, “è la somma che fa il totale”, la risposta dell’assessore in consiglio era l’ennesima bufala sparata per giustificare la scelta scellerata di eliminare ogni investimento sulle scuole, o come dice qualche assessore, di “non buttare più soldi in quella scuola”, in nome di un mega polo scolastico che sta solo nei racconti di questa amministrazione che, per ora, è stata solo capace di non essere ammessa al finanziamento richiesto. Così adesso, a 3 giorni dall’inizio dell’anno scolastico, per poter iniziare i lavori da terminare entro il 31 ottobre se non si vuole perdere anche questo finanziamento, si stanno prospettando soluzioni assurde che prevedono lo spostamento continuo di alunni, docenti, genitori, ragazzi con problematiche di disabilità, scuolabus».


