Trasversale, ambientalisti: «Il tracciato verde, un progetto incompatibile con la tutela ambientale della Valle del Mignone»
Cronaca
7 Ottobre 2021
Dopo la sentenza del Tar, le associazioni spiegano le ragioni del ricorso
Trasversale, ambientalisti: «Il tracciato verde, un progetto incompatibile con la tutela ambientale della Valle del Mignone»

TARQUINIA – Nove viadotti, una galleria e due svincoli nella Valle del Mignone, area di grande valore naturalistico, tanto da essere interessata da due siti della rete Natura 2000, dalla Zps del “comprensorio tolfetano-cerite-manziate” e dalla Zsc “Fiume Mignone – Basso Corso” – tutelati dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat”.

Gli ambientalisti (Italia Nostra, Lipu, WWF, Gruppo di intervento giuridico e Forum Ambientalista, unitamente ai Comitati dei cittadini) e i comitati tornano a prendere la parola per ricordare le caratteristiche del tracciato verde sponsorizzato da Anas per il completamento della trasversale Orte-Civitavecchia, nel tratto che da Monte Romano, passando per Tarquinia, arriva fino al porto di Civitavecchia. Il tracciato ha ricevuto la sonora bocciatura del Tar del Lazio, suscitando esultanza nel territorio di Tarquinia oltre che tra gli stessi comitati e associazioni che avevano presentato ricorso nel 2018 contro il provvedimento con cui, il 1° dicembre 2017, la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva concesso la compatibilità ambientale al progetto preliminare di Anas, nonostante il parere negativo della Commissione Via-Vas dell’allora Ministero dell’Ambiente (oggi Ministero della Transizione ecologica), e contro la delibera del Cipe del 28 febbraio 2018. Un tracciato che avrebbe, secondo la stessa Commissione Via-Vas, alterato “irrimediabilmente un contesto caratterizzato da un paesaggio naturale di altissima valenza, storica, agricola ed ambientale che si è strutturato nel tempo, raggiungendo un equilibrio antropico-naturale unico nel suo genere”.

«Sono diversi i motivi che ci hanno portato a ricorrere al Tar Lazio – spiegano le associazioni e i comitati rappresentati dagli avvocati Giancarlo Viglione e Noemi Tsuno – tra i quali il fatto che la Valutazione di incidenza ambientale, la Vinca, non fosse stata effettuata in maniera completa ed esaustiva nella fase preliminare del progetto e, inoltre, il fatto che nella scelta dei tracciati alternativi la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Cipe avessero dato preminenza ad interessi di natura economica rispetto a quelli di natura ambientale”.

A oltre quattro anni di distanza, e dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue, alla quale lo stesso Tar aveva rinviato quesiti in merito, il Tar del Lazio ha ammesso le ragioni delle associazioni ambientaliste e dei cittadini, annullando il provvedimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri e quello successivo del Cipe, pertanto la Presidenza dovrà ora riesaminare il progetto attraverso la comparazione dei diversi tracciati, per i quali dovrà essere completata la Vinca.

Intanto, dal comprensorio arrivano le preoccupazioni della politica per lo stop ad un’opera la cui realizzazione non è mai stata in discussione, per l’importanza strategica che riveste non solo per il porto di Civitavecchia ma per l’intera economia della regione. Tra gli intervent, volti a sollecitare quanto prima il completamento della Orte-Civitavecchia, si registrano quelli di Marietta Tidei e Devid Porrello dalla Regione Lazio, del Presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia Pino Musolino e del presidente di Unindustria Cristiano Dionisi.

Una cosa ad oggi resta certa: se si fossero adottate da subito le necessarie modifiche al tracciato, più volte paventate e illustrate, oggi la trasversale sarebbe una realtà consolidata e non si sarebbero persi inutilmente tempo e denaro.

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