Ausili più appropriati con la modifica della fornitura
Economia e Lavoro
13 Novembre 2021
La situazione è stata affrontata nel webinar a Milano
Ausili più appropriati con la modifica della fornitura

Un elenco “1-bis” nel quale includere tutti gli ausili complessi adattabili per le persone con disabilità, da erogare solo dopo diverse prove al fine di individuare l’ausilio corretto e così garantire l’erogazione del servizio senza le complicanze dovute alla fornitura tramite gara d’appalto: è la proposta di Confindustria dispositivi medici, che così punta a risolvere la situazione creatasi in seguito al lungo percorso della riforma dei Livelli essenziali di assistenza, iniziato oltre 10 anni fa e terminato con la pubblicazione del Dpcm 12 gennaio 2017, al cui interno sono inseriti gli elenchi dei dispositivi medici destinati agli aventi diritto e con spesa a carico del Servizio sanitario nazionale.

Lo spostamento degli ausili per disabilità gravi e complesse (dispositivi che vanno dai bastoni canadesi agli esoscheletri e comprendono anche le carrozzine manuali, le elettriche dotate di dispositivi per la comunicazione di chi le utilizza) negli elenchi di ausili di serie, e quindi oggetto di acquisizione tramite gara d’appalto, impedisce infatti una individuazione ad personam del dispositivo, pesando sulla qualità della vita dei pazienti con disabilità. La revisione degli elenchi ha portato un miglioramento in termini di disponibilità di prodotti (includendo ad esempio alcuni ausili tecnologici), ma ha creato una forte incertezza nelle regole di forniture di ausili per pazienti con disabilità con sensibili differenze tra le diverse regioni.

La situazione degli ausili complessi è stata affrontata all’interno del webinar “Ausili complessi e inclusione: le persone al centro nella proposta di Confindustria dispositivi medici”, che si è tenuto nella sede milanese della Federazione. Confindustria dispositivi medici, Assortopedia, Fish Onlus e Simfer, hanno presentato le proposte avanzate alla Commissione Lea, denunciando come l’attuale modello di acquisto e il sistema di classificazione degli ausili penalizzi le persone con disabilità grave e complessa.