Scuola e Università
18 Novembre 2021
Grande impegno di Marevivo per la tutela dei cetrioli di mare
Oloturie: rinnovato il divieto di pesca, detenzione e commercio

sofia palmieri*

Anche quest’anno il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali rinnova il divieto di pesca, detenzione a bordo e commercio delle Oloturie, conosciuti come “cetrioli di mare”. La tutela di questi echinodermi è stata fortemente voluta da Marevivo che ha ottenuto, già nel 2018, un decreto che ne vieta la pesca e, da allora, ci si batte affinché diventi definitivo. Il divieto era già stato rinnovato per il 2020, dalla ministra Teresa Bellanova per assicurare la salvaguardia degli ecosistemi marini continuamente minacciati dall’intensa attività umana. L’India, che si è mantenuta fedele a questo tipo di decreto già dal 2002, ha effettuato severi controlli sulle attività di bracconaggio e contrabbando di questi animali nel Golfo di Mannar e Polk Bay, al confine tra l’India e lo Sri Lanka, in cui la raccolta delle Oloturie è ancora consentita ma soltanto se si è in possesso di una licenza per pesca ed esportazione. Secondo uno studio della rivista Research of OceanAsia si sono analizzati oltre 120 episodi di traffico illegale di Oloturie; nell’arco di quest’anno, le autorità indiane hanno effettuato 502 arresti con una media di 4 arresti per episodio e hanno sequestrato 64.7 tonnellate di cetrioli di mare. Fortunatamente non fanno parte della dieta mediterranea ma sono ancora considerati in molti paesi medio orientali un prodotto pregiato e lussuoso, utilizzato per molti piatti tipici e per la medicina tradizionale cinese. La loro circolazione nei mercati del sud est asiatico in continuo aumento necessita di essere frenata dalle leggi poiché rappresenta un rischio per il funzionamento di molti ecosistemi marini, gran parte garantito dalle Oloturie, che riciclano sostanze nutritive presenti nei sedimenti e nella materia organica di cui si cibano, scomponendola esattamente come fanno i lombrichi nella terra. Una volta espulsa dall ‘apparato digerente, diventa alimento per i coralli, le alghe e altri microrganismi. Spiega dunque il presidente Marevivo Rosalba Giugni che è fondamentale che non solo l’Italia ma molti altri paesi abbandonino la pesca abusiva di questi animali e di molti altri per la salvaguardia del nostro pianeta.

* VA Scienze Umane