TARQUINIA – I carabinieri di Viterbo hanno fermato stanotte Claudio Cesaris accusato di aver ucciso Dario Angeletti, biologo marino e professore associato all’Università della Tuscia di Viterbo, trovato cadavere martedì pomeriggio in un’autovettura nel parcheggio sterrato nei pressi delle Saline, a Tarquinia.
IL PRESUNTO ASSASSINO UN EX TECNICO UNIVERSITARIO Il 68enne, originario del nord, esattamente di Pavia, è piantonato all’ospedale Belcolle di Viterbo dove è stato condotto a seguito di un malore sopraggiunto martedì notte durante la perquisizione nella sua casa a San Martino al Cimino. La stessa abitazione dove l’uomo vive in affitto è stata sottoposta a sequestro penale. Cesaris, pensionato, aveva lavorato come tecnico all’Università pavese presso il laboratorio di Eco-etologia dei vertebrati del dipartimento di scienze della terra e dell’ambiente. Ha svolto, in passato, importanti consulenze per enti pubblici e privati.
L’IRA OMICIDA PER GELOSIA Alla base di tutto, secondo gli inquirenti, ci sarebbero motivi passionali. Una follia generata dalla gelosia. Cesaris aveva un rapporto pregresso con una donna, una ricercatrice, che ultimamente aveva stretto un’amicizia con Angeletti. Questo, probabilmente, ha scatenato l’ira di Cesaris, che ha reagito uccidendolo con la pistola per la quale aveva un porto d’armi. Sul movente di tipo passionale sono ancora in corso approfondimenti.
Una vicenda attorno alla quale, la Procura di Civitavecchia e gli investigatori si trincerano ancora dietro il più stretto riserbo. I militari sarebbero arrivati a lui seguendo anche le tracce video lasciate sulle telecamere di sicurezza installate nella zona. Proprio quelle immagini mostrate al pensionato, che hanno immortalato l’auto di Cesaris e il percorso, con uscita secondaria, effettuato dallo stesso, avrebbero causato il malore.
Angeletti, secondo quanto ricostruito, martedì pomeriggio è stato freddato con un solo colpo di pistola esploso, all’interno dell’auto, sul lato destro del cranio, dal suo assassino che era entrato con lui nell’abitacolo dell’auto, probabilmente dopo che i due si erano dati appuntamento. Ancora da accertare la natura dell’arma e se il bossolo ritrovato ieri sia compatibile con la ferita.
Nella giornata di oggi è prevista l’autopsia a Roma sul corpo dello stimato docente universitario. Si attende l’esito dell’esame dello stub cui è stato sottoposto l’uomo, che rivelerà l’eventuale presenza di polvere da sparo.
IL RICORDO DEI DOTTORANDI «Il ricordo dei suoi insegnamenti sarà sempre con noi». Con queste parole i dottorandi del Deb, il dipartimento di scienze Ecologiche e Biologiche, hanno ricordato Dario Angeletti. «Una figura di riferimento per tutti gli aspiranti scienziati ambientali, biologi ed ecologi marini del nostro Polo didattico di Civitavecchia», hanno detto. «Insegnava ecologia applicata e tutela dell’ambiente marino, occupandosi di ecologia e genetica, tutela e conservazione dell’ambiente». Angeletti, ricordano gli studenti, lavorava proprio su uno studio avente ad oggetto le Saline di Tarquinia, il posto dove ha perso la vita. «Tematiche con cui si era confrontato direttamente nella messa in opera di un grande progetto Life-Natura per il recupero e la valorizzazione della Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia». «Lì ha continuato a svolgere con passione il suo lavoro fino agli ultimi giorni, anche coinvolgendo noi studenti dottorandi che abbiamo partecipato al suo seminario: per questo lo ricordiamo con immenso vuoto, ma soprattutto con profonda gratitudine». (SEGUE)

