Economia e Lavoro
5 Gennaio 2022
Prezzi tagliati da oggi e per 6 settimane nei negozi di Civitavecchia
Saldi, si apre una nuova stagione di sconti ma c’è preoccupazione

Partita la stagione di saldi invernali. Da oggi e fino al 16 febbraio sarà possibile approfittare della stagione dei saldi. L’ultima indagine dell’osservatorio Confcommercio Roma, svolta dall’Istituto di ricerca Format Research, rileva che le famiglie romane spenderanno in media 120 euro per i saldi invernali. Anche se con meno appeal di prima, i saldi rimangono comunque un appuntamento atteso. Un dato che, secondo la Confcommercio di Civitavecchia rispecchia anche la realtà locale. Sulla stagione di saldi infernali, come già sottolineato nelle scorse settimane, andranno ad influire il clima di sfiducia generale e la situazione pandemica con un aumento esponenziale di contagi e quarantene. Inoltre il Lazio è da pochi giorni tornato ad essere zona gialla, obbligatorio quindi l’utilizzo delle mascherine anche all’aperto. Come al solito a pagare il clima di forte incertezza maggiormente sarà il settore terziario e se da un lato le aspettative da parte dei commercianti sono tante, dall’altro c’è un clima di rassegnata sfiducia generale che rischia di pesare anche su questa stagione di sconti invernali e, di conseguenza, sui commercianti. L’appello della Confcommercio Civitavecchia è quello di «scegliere i negozi di vicinato, preferendoli – ha detto il presidente Graziano Luciani – ai centri commerciali o agli acquisti online». Certo le previsioni però non sono rosee.

«In questi tragici mesi – ha detto Tullio Nunzi dell’associazione Meno poltrone più panchine -, dopo un autunno (ottobre e novembre) che ha portato una ventata con qualche incremento nelle casse dei negozi e un dicembre assai “fermo”, ogni imprenditore ha ritarato le proprie strategie di vendita, ha dosato gli acquisti e rivisto completamente la gestione della merce in magazzino. A tutto questo si aggiunge il picco elevatissimo di questi giorni, tra quarantene e contagi. Si può pensare ad acquisti dilazionati nel tempo, frutto di scelte accurate e di desideri autentici. Sappiamo bene che lo smartworking sta incidendo su stili di consumo ed acquisti: meno ufficio, meno occasioni di ritrovo, meno acquisti fanno parte di un cambiamento che ha già lasciato il segno nel fashion e nel tessuto urbanistico della città».

Per Nunzi l’attuale clima di incertezza impedisce di fare stime o previsioni sulle spese delle famiglie. «Se a ciò si aggiunge – la chiusura del deposito fiscale, per il terziario in generale non si presenta un anno facile».

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