sofia palmieri*
Niente più domande impossibili nel test di ingresso a medicina. Per entrare in una delle facoltà universitarie più ambite, il prossimo settembre si potrà fare a meno della parte di cultura generale. A sostituirla ci sarà un quiz di logica, di cui una parte legata al calcolo numerico, mentre l’altra più alle discipline umanistiche. La seconda parte disciplinare riguarderà invece domande di fisica, chimica, biologia e matematica. Dal 2023 saranno dati per sicuro molti aggiustamenti ma il numero chiuso continua a permanere nonostante l’aumento dei posti del 10%. «Siamo passati da 9mila a poco più di 14.500 posti dallo scorso anno – spiega la ministra dell’Università Maria Cristina Messa -ma quelli disponibili si sapranno a fine marzo, in concomitanza sempre del calcolo del fabbisogno con le Regioni e col ministero della salute». Dal quarto anno di scuola superiore, consiglia la ministra, si può cominciare con corsi online forniti dalle università, che dal prossimo maggio ogni studente potrà scaricare gratuitamente, e in più delle prove di autovalutazione fino ad arrivare a un esame Tolc (Test online Cisia) che si può fare due volte l’anno, durante gli ultimi due anni di superiori. Il risultato migliore sarà inserito nella graduatoria nazionale con il tentativo svolto di ingresso alla facoltà. La ministra aggiunge che si possono anche ripetere i test più di una volta durante l’anno, il numero limitato di volte si dovrà ben definire in Parlamento. Il test sarà simile a quello degli anni scorsi per quanto riguarda presenza e cartaceo ; la seconda parte invece prevede una postazione con domande computerizzate che saranno diverse a ogni sessione ma i risultati saranno comparabili. Un sistema agile che sarà oggetto di numerosi controlli.
*5A LSU Guglielmotti

