elisa teodori e giada puppi*
La scuola ha riportato gravi conseguenze con l’arrivo del Covid-19, a tal punto di arrivare alla chiusura degli istituti scolastici per emergenza sanitaria, costringendo il 91% degli studenti del mondo ad abbandonare le aule e consentendo solamente la didattica a distanza (Dad). Alcuni studi internazionali affermano che, con le tante assenze, c’è stata una gran perdita di apprendimento.
La chiusura delle scuole ha comunque privato ai giovani le loro interazioni quotidiane con i coetanei. Molti di loro ci affermano una testimonianza delle loro emozioni vissute in un anno difficile e particolarmente impossibile da dimenticare.
Quindi ora è necessario predisporre programmi e risorse subito, consentendo ai bambini e ai ragazzi di non dover affrontare le difficoltà maggiori. Questa della pandemia è stata la più difficile situazione globale, creando enormi problemi ai docenti. Ora è necessario che a livello mondiale i governi agiscono immediatamente per prevenire un impatto irreversibile sulla vita di milioni di adolescenti.
È abbastanza chiaro, quindi, che l’ansia delle famiglie dei ragazzi e dei docenti rimane per il fatto che alcune ricerche hanno riportato un aumento di depressione e esaurimento emotivo e si sono diffuse delle cattive abitudini: fumo, alcool e mangiare cibo spazzatura.
In breve: è evidente, il Covid non ha fatto bene a nessuno.
*5B LSU Guglielmotti

