Alla scoperta delle ricchezze della città
Scuola e Università
17 Marzo 2022
Alla scoperta delle ricchezze della città

Una mattina come le altre, il sole alto e una visita scolastica guidata, alla scoperta delle bellezze della nostra città, ci attendono.

Ogni giorno percorriamo le nostre strade civitavecchiesi distrattamente, senza accorgerci della ricchezza di alcuni particolari.

la chiesa dei santi martiri giapponesi
La prima tappa della nostra uscita itinerante è stata la chiesa dei Santi martiri giapponesi, guidati dal parroco Don Giovanni Demeterca.

Appena entrati abbiamo potuto ammirare gli affreschi e ascoltare la storia della chiesa raccontata dal parroco. La costruzione risale alla fine del 1800, per mano dei Frati minori in quanto avevano bisogno di un posto dove alloggiare nell’attesa di imbarcarsi per il Giappone dopo la chiusura delle porte in seguito al martirio di 26 cristiani (che ora troviamo dipinti nell’abside).

La chiesa negli anni fu un punto di ritrovo per molti religiosi e missionari, finché, nel 1943, non divenne essa stessa martire della folle e devastante crudeltà degli uomini. Solo il 4 ottobre del 1950, anno del grande Giubileo, dopo un periodo doloroso e triste per i religiosi francescani, venne consacrata la nuova chiesa, nel giorno di San Francesco D’Assisi.

Nello stesso anno, a Roma, arrivò Lucas Hasegawa, famosissimo artista giapponese, convertitosi al cattolicesimo, giunto nella capitale per celebrare l’anno santo. L’incaricato dal Giappone, Agostino Kanayana, consacrò la chiesa e, vedendone le pareti spoglie, pensò subito di farle affrescare. Non esiste nessun altro posto nel quale è possibile ammirare la Madonna con il kimono e i lineamenti giapponesi, come quella dipinta nella volta azzurra della chiesa. Sono dunque gli affreschi a renderla unica in Europa. Ogni anno il 6 febbraio in occasione della festa dei Santi Martiri Giapponesi, presso la santa sede a Civitavecchia, giungono gli ambasciatori dal Giappone e gli alti prelati del Vaticano per celebrare la santa messa. Durante la visita è ipossibile ammirare la statua di San Francesco d’Assisi che, rimasta intatta durante i bombardamenti, continua a catturare l’attenzione all’interno della chiesa.

il museo archeologico nazionale
Passeggiando, pieni di aspettative, varchiamo l’ingresso del Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia.

Nessuno di noi immaginava una tale maestosità e raffinatezza custodita a pochi passi dai nostri abituali punti di ritrovo. Il Museo conserva le principali testimonianze storiche e archeologiche della città fondata dall’imperatore Traiano, custodisce importanti reperti provenienti dal territorio, dai siti del litorale costiero e dai Monti della Tolfa. Si segue un percorso articolato su due piani: al piano terra, tra i reperti di maggiore importanza, abbiamo osservato l’eleganza della statua di Athena Parthenos, l’imponenza di Apollo, gli splendidi ornamenti in bronzo e in oro e iscrizioni funerarie o di carattere pubblico. e l’affascinante percorso olfattivo. Al piano superiore è presente un’affascinante Sala Epigrafica, che ospita, oltre alle magnifiche epigrafi della Flotta imperiale romana, anche due recenti reperti di grande valore: una testa di ninfa dell’epoca adrianea ritrovata nei pressi delle Terme Taurine, e una Polena con busto femminile in bronzo massiccio d’età romana, rinvenuta a metà 800 nel porto. Ci è molto piaciuto l’affascinante percorso olfattivo alla scoperta delle fragranze dei balsami e delle profumazioni romane. L’arte ci appartiene, l’arte si può condividere, ed è qui che si può non solo osservare, ma anche toccare, sentire, vivere. Abbiamo scoperto il valore delle risorse territoriali, che da sempre ci appartengono, arricchendo il nostro bagaglio culturale. Un ringraziamento speciale alla direttrice del museo Lara Anniboletti, che con estrema professionalità ha reso possibile il nostro viaggio nel tempo, e alle professoresse Pucacco e Pierrettori che ci hanno accompagnato in questa edificante avventura.

2B Liceo scientifico Galilei