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    23 Gennaio 2023
    (Adnkronos) - "Abbiamo bisogno il più possibile di affrontare una situazione geopolitica difficile costruendo il più possibile ponti" e quello tra Italia e Algeri “è uno straordinario ponte che può tornare utile ...
    Italia-Algeria, Meloni: “Costruito ponte, sarà utile a Europa intera”
    (Adnkronos) - "Abbiamo bisogno il più possibile di affrontare una situazione geopolitica difficile costruendo il più possibile ponti" e quello tra Italia e Algeri “è uno straordinario ponte che può tornare utile ...

    (Adnkronos) – “Abbiamo bisogno il più possibile di affrontare una situazione geopolitica difficile costruendo il più possibile ponti” e quello tra Italia e Algeri “è uno straordinario ponte che può tornare utile all’Europa intera per l’approvvigionamento” energetico. Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa ad Algeri insieme al presidente della Repubblica Abdelmadjid Tebboune.

    “Oggi l’Algeria è il nostro principale fornitore di gas. Sono state firmate due intese da Eni e la sua omologa algerina, un’intesa per ridurre le emissioni di gas serra, quindi per uno sviluppo sostenibile, e l’altra è per giungere ad un incremento delle esportazioni di gas dall’Algeria all’Italia e all’Europa, per la realizzazione di un nuovo gasdotto per l’idrogeno, la possibilità di fare gas liquefatto, insomma un meccanismo di mix energetico che noi individuiamo come possibile soluzione alla crisi energetica in atto” ha detto Meloni.

    “Ringrazio il presidente algerino e l’intero governo per questa accoglienza, non a caso la prima missione bilaterale che il nuovo governo ha inteso fare a dimostrazione di quanto l’Algeria è partner affidabile e di assoluto rilievo strategico. La missione avviene nell’anniversario della firma di trattato di amicizia e di buon vicinato firmato nel 2003 ad Algeri. Noi celebriamo la ricorrenza firmando una dichiarazione congiunta che sottolinea l’eccellenza delle nostre relazioni, ma non ci vogliamo fermare qui” ha affermato Meloni in una dichiarazione congiunta al termine dell’incontro con il presidente dell’Algeria Tebboune.

    “Siamo stati al giardino dedicato ad un grande italiano, Enrico Mattei, che ha fatto tanto per questo Paese e la sua indipendenza. Il nostro modello di cooperazione non è predatorio, ma” quando si parla di piano Mattei “intendiamo un modello in cui entrambi i partner devono essere soddisfatti e crescere” ha sottolineato.

    “Tra i nuovi settori di cooperazione con l’Algeria ci sono le infrastrutture, comprese quelle digitali, il biomedicale, le telecomunicazioni. Noi ci stiamo concentrando moltissimo sul fronte mediterraneo. E in questa logica l’Algeria, nel Nord Africa, è il partner più stabile, strategico e fondamentale”. “Quando parliamo di piano Mattei – ha detto ancora il presidente del Consiglio – parliamo di un modello di sviluppo, anche per l’Africa. Il nostro modello di cooperazione è un simbolo, c’è grande voglia di Italia e noi non vogliamo farci desiderare”.

    “Ci sono altre nazioni, e faremo altri viaggi già nelle prossime settimane in Paesi del Nord Africa” ha annunciato la premier.

    INTERCETTAZIONI – A una domanda sulle intercettazioni, a margine della firma degli accordi ad Algeri, Meloni ha risposto: “È necessario mettere mano alle cose che non funzionano, e quello che non funziona è un certo uso che si fa delle intercettazioni. Dobbiamo cercare le soluzioni più efficaci per capire quali punti che riguardano lo stato di diritto non funzionano, senza la necessità che ciò si traduca in polemiche o scontri”.

    Per “mettere mano” alle intercettazioni “non c’è bisogno di uno scontro tra politica e magistratura, credo anzi che si debba lavorare insieme per capire dov’è il meccanismo dello Stato di diritto che non funziona e cercare le soluzioni più efficaci. Questo il ministro Nordio, la magistratura e gli operatori del settore lo sanno meglio di me, io provo a metterci il buon senso: non credo che quando si affrontano queste materie ci si debba scontrare. Le persone di buona volontà capiscono quali sono i problemi e li risolvono, tra persone capaci che hanno a cuore gli interessi della nazione e i suoi valori fondamentali”.

    NORDIO – La premier ha poi puntualizzato: “Ho chiesto a tutti i ministri un cronoprogramma: mi piacerebbe lavorare su una calendarizzazione dei lavori del governo nel 2023. Sto organizzando un giro con i diversi ministri. Ci tengo a dire che oggi mi alzo e vedo che, secondo i giornali, ho mille problemi con tanti ministri, anche con Nordio. Con lui ho un rapporto ottimo e ho lottato per averlo al ministero della Giustizia. Le due cose non sono collegate”.

    SCIOPERO BENZINAI – Lo sciopero dei benzinai nonostante il tentativo di dialogo? “Li abbiamo convocati già due volte, il governo non ha mai immaginato provvedimenti per additare la categoria dei benzinai, ma per riconoscere il valore dei tanti onesti – ha risposto il presidente del Consiglio – Poi la media del prezzo non diceva che erano alle stelle. Sono state molto poche le speculazioni. Ma non potevamo tornare indietro su un provvedimento che è giusto: pubblicare il prezzo medio è di buon senso. Su altro siamo andati incontro. Nessuno vuole colpire la categoria”.

    BALNEARI – Sui balneari è possibile un rinvio delle gare, “la questione è complessa. Non ho cambiato sul tema della difesa dei balneari da una direttiva che non andava applicata” ha detto Meloni. “Quello che ora si tratta di capire – ha aggiunto – è quale sia la soluzione più efficace a livello strutturale. Io immagino una soluzione non temporanea, ma strutturale. Convocheremo le associazioni dei balneari prima del voto degli emendamenti per capire se è più efficace la proroga o altre soluzioni, il mio obiettivo è mettere in sicurezza quegli imprenditori”.

    GERMANIA – Teme la concorrenza sleale della Germania? “E’ una preoccupazione che la Ue pensi di poter risolvere il problema della scarsa competitività delle nostre aziende, anche a fronte degli ingenti investimenti degli Usa alle loro aziende, solo con un allentamento della normativa sugli aiuti di Stato”. Una soluzione “che produce una maggiore possibilità per gli Stati che hanno una maggiore disponibilità fiscale di aiutare le loro aziende, al contrario per chi ne ha minori, come il nostro, di impedire questa possibilità. Questo produce anche una distorsione sul mercato interno. Se alla prima difficoltà si scopre che si va in ordine sparso e qualcuno ha più opportunità degli altri non facciamo un favore, ma non a noi, all’Europa intera” ha sottolineato rispondendo nel punto stampa ad Algeri a una domanda sulla posizione di alcuni Stati come la Germania. “La nostra posizione – ha chiarito – è un’altra, legata a un fondo sovrano per aiutare le aziende o a una maggiore flessibilità su fondi già esistenti e sugli investimenti non utilizzati. E’ la proposta che porteremo. L’Italia si farà portatrice di un punto di vista diverso da chi sostiene che basti allentare la norma sugli aiuti di Stato”.

    MIGRANTI – “Credo che sarebbe sbagliato affrontare la questione africana solo da un punto di vista migratorio, la migrazione è sempre la risposta a una mancanza di opportunità. Per cui se non si pone contestualmente al bloccare i flussi irregolari – obiettivo che l’Italia si dà – anche il problema che quelle persone che scappano possano rimanere nelle loro nazioni, continueremo ad affrontare la materia in modo miope” ha detto Meloni, rispondendo alle domande dei cronisti ad Algeri su possibili interessi dell’Europa sul cosiddetto piano Mattei caldeggiato dal suo governo.

    “Credo che sia interesse geopolitico dell’Europa intera” essere più presente in Africa, “anche per arginare la presenza della Russia, della Cina, che sono aumentate sensibilmente con elementi di destabilizzazione evidenti”. “L’Italia – secondo la premier – può giocare una parte rilevante. Io credo che sia interesse dell’intera Europa, non solo per un tema legato all’energia ma perché l’Europa è stata poco presente in Africa e vediamo i risultati di quella assenza: c’è un tema geopolitico che fa sì che all’Europa debba interessare la presenza nel Mediterraneo e in Africa. Ne abbiamo parlato all’ultimo Consiglio Ue”.

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