Il Barcellona è tornato. Ha vinto la Liga, adesso punta tutto ad estendere i suoi successi in campo europeo, tornando a giocare Champions da protagonista. Il merito è di Xavi, che da un anno e mezzo continua a seminare DNA blaugrana a tutto l’ambiente. I risultati sono arrivati sotto gli occhi di tutti.
Calcisticamente il Barca ha dunque palesemente riaperto un ciclo che proseguirà nei prossimi anni. Per farlo Xavi ha saputo sfruttare esperienza ed ultimi colpi di senatori di ere precedenti, che adesso lasciano, a tutti gli effetti. La carta d’identità pesa per tutti. A metà stagione aveva già salutato Piquè, qualche giorno fa è stato chiaramente invece il tempo di Busquets, storico perno del grande Barcellona di Guardiola prima e Luis Enrique poi. Cervello tattico e completo, quasi rivoluzionario, dell’ultimo decennio e passa blaugrana.
Non solo loro due, però. La notizia di giornata proveniente dalla Catalogna è quella del concomitante addio del fluidificante di sinistra, Jordi Alba, cresciuto a Valencia, esploso a Barcellona, membro altresì storico dell’ultimo decennio di nazionale spagnola, le furie rosse di cui indossa addirittura la fascia di capitano. A 34 anni suonati il buon Jordy, che vantava un contratto fino al 2024, ha deciso di risolvere anzitempo il suo legame, ormai chiuso da Baldè, e lasciare definitivamente sin da subito il club blaugrana. Non lascia il calcio giocato, andrà a caccia di nuove esperienze. Quella di domenica col Mallorca sarà dunque la sua ultima partita al Camp Nou.

