VITERBO – Al Parco Naturalistico del Bagnaccio ieri si è tenuta la giornata conclusiva di “Green Emotion”, il progetto finanziato dal Dipartimento per le politiche famigliari che ha coinvolto gli studenti del Liceo M.Buratti e Liceo Santa Rosa in una serie di attività volte alla valorizzazione dell’area termale e alla scoperta delle numerose specie vegetali e animali presenti sul territorio.I prodotti realizzati dagli studenti sono stati degli erbari didattici, una serie di pannelli informativi e un percorso etno-botanico all’interno del Parco termale. All’incontro sono intervenuti Bruno Femia e Fabio Filippelli, i due tutor esperti che hanno reso possibile l’attuazione del progetto, i dirigenti scolastici del Buratti e Santa Rosa Clara Vittori e Alessandro Ernestini insieme agli studenti coinvolti nel progetto, Monica Fonck per l’Orto Botanico “Angelo Rambelli” dell’Università degli Studi della Tuscia, Gabriele Scorza, socio proprietario del Bagnaccio, i rappresentanti di Genitorinform@. A moderare l’incontro è stato il project manager Simone Chiani. Capofila del progetto è L’Universale 2000.“All’interno di questo Parco esiste una piccola popolazione di orchidea spontanea a rischio estinzione, nota come anacamptis palustris, e stiamo lavorando per tutelarla – ha spiegato Monica Fonck – così come il rospo smeraldino, che predilige gli ambienti termali per vivere”.Gli studenti del Buratti e Santa Rosa di seguito hanno raccontato la propria esperienza di Pcto, che attraverso “Green Emotion” ha permesso loro di riscoprire il contatto con la natura e cimentarsi nel monitoraggio, censimento, identificazione e scoperta delle specie vegetali. “Il progetto ha consentito ai ragazzi di recuperare una valenza comunitaria importante, fatta di associazionismo, genitori, scuola e università e accompagnata anche da momenti di svago e divertimento – ha affermato la dirigente scolastica del Buratti Vittori – oltre che di riscoprire la manualità, un aspetto che spesso manca nel percorso educativo liceale, caratterizzato prevalentemente dallo studio teorico”.Il dirigente del Santa Rosa Ernestini ha sottolineato che “quando enti diversi collaborano e la scuola esce sul territorio, diventando ‘altro’ insieme agli altri, acquista il valore dello scambio comunicativo, di pratiche, di energia. Un’altra questione interessante è che due licei di ambito prettamente umanistico si siano occupati del campo scientifico, a dimostrazione che i saperi non sono separati”.“Mi piace pensare al Bagnaccio come a un’istituzione di Viterbo – ha commentato Gabriele Scorza – e sarebbe stato bello vederlo aperto oggi. Noto con piacere che si parla sempre più del tema ambientale e noi qui stiamo vivendo un vero dramma, perché l’acqua – elemento fondamentale di questo luogo – è venuta a mancare e confidiamo che venga ripristinata quanto prima affinché il danno ambientale venga ridotto al minimo. Per noi vedere il Bagnaccio chiuso è una ferita aperta e penso che lo sia per tutti i viterbesi”.L’evento si è concluso con una caccia al tesoro organizzata per i giovani studenti presenti.


