CIVITAVECCHIA – A due giorni dall’incendio scoppiato nell’ex deposito Bianchi in Via Siligato a Civitavecchia (vedi pezzo taggato qui sotto), ancora le conseguenze del rogo continuano a farsi sentire. Anzi. Il pericolo invece di essere diminuito sembra aumentare. Nel pomeriggio di ieri, intorno alle 14, è scattato l’allarme per una nube nera che si è sprigionata nel cielo, tanto che sul posto, oltre alla squadra locale dei Vigili del fuoco, sono sopraggiunti i funzionari da Roma nel tentativo di capire il grado di pericolosità legato al materiale bruciato come plastica e materiale di risulta di varia natura. Di più. I Vigili del fuoco di Roma avrebbero informato l’amministrazione comunale circa la presenza in quell’area di un notevole numero di bombole di acetilene, di Gpl e di ossigeno. In sostanza tutta l’area era a rischio esplosioni. Il sindaco Ernesto Tedesco ha dunque subito provveduto a firmare un provvedimento urgente in cui venivano autorizzati lo scavo e l’interramento delle bombole di acetilene e il trasferimento in una sede idonea delle bombole di ossigeno e di Gpl, per scongiurare il rischio di scoppi.

