Sembrava che crisi e tensione di metà settembre fossero ormai alle spalle. Sembrava. Imperfetto indicativo, come abbiamo scritto stamani. Sembrava al contempo che la sua posizione non potesse mai esser in discussione, come manifestarono le parole di Aurelio De Laurentiis post Bologna. Invece la sconfitta rovente interna con la Fiorentina, che ha spedito momentaneamente tra l’altro il Napoli fuori dalle prime 4 che rappresentano l’obiettivo minimo richiesto ai propri allenatori dal club azzurro, ha per la prima volta messo in discussione la figura di Rudi Garcia. Una partita che ha riposto a galla tutti i difetti di questo primo deludente inizio di stagione. Un Napoli che rispetto alla passata stagione sembra aver già smarrito gran parte delle sue certezze. Una situazione particolarmente delicata.
La grande novità del lunedì della sosta è che stamani è partito un vertice in società durato fino al pomeriggio: presente ADL e tutta la dirigenza al gran completo. Scambi di idee, confronti, posizioni. Su tutte quella sul tecnico francese, posizione che adesso diventa in bilico. Al momento l’idea resta chiaramente quella di andar avanti col francese, anche perchè le alternative scaldano poco, Tudor su tutte. Conte nome forte, ma non adatto al 433, così come oltre all’ingaggio notoriamente pesante resta qualcuno che preferirebbe rilevare un club ad inizio stagione, non a metà.
I fischi di ieri sera si sono sentiti eccome. La società li ha digeriti. A lei spetta il compito di partorire decisioni. I cambi hanno fatto rumore, il pubblico del Maradona non ha certamente mascherato il proprio dissenso. Sui social palesi critiche per la scelta di togliere dal campo, sotto nel punteggio in piena ripresa in casa contro la Fiorentina, elementi come Lobotka e Zielinsky ma soprattutto Victor Osimhen. I subentrati non hanno chiaramente inciso e totalmente in controllo tattico del match la Fiorentina ha poi chiuso la gara col suo gioiello più luminoso, Nico Gonzalez.

