Piena di “spie rosse” la Regione: continua l’assegnazione di poltrone al Pd
Politica
10 Ottobre 2023
Piena di “spie rosse” la Regione: continua l’assegnazione di poltrone al Pd

ROMA – Alla Regione è arrivato Rocca: si cambia registro….

Questo è quello che avranno pensato la maggior parte degli elettori di centrodestra (quasi tutti) all’indomani della vittoria alle elezioni regionali.

Dopo Zingaretti un nuovo corso, un cambiamento epocale, persone diverse……e invece…eccoli ancora una volta tutti qui, quelli del Pd, allineati e compatti, a monitore e presiedere i posti di comando negli uffici “che contano” di via Cristoforo Colombo.

Si rinnovano contratti già scaduti da tempo e si mantengono benefit e benefici della precedente Giunta.

Ecco, al riguardo,  un’illuminante narrazione di EtruriaNews:

ROMA – Molti si meravigliano del perché di tante fughe di notizie (nei confronti dei quotidiani non filo-governativi). E di come dirigenti e funzionari in “servizio attivo” con Zingaretti e Leodori continuino a fare il bello e cattivo tempo all’interno degli uffici regionali (presidenza e giunta).

Probabilmente il governatore Francesco Rocca pensa di essere ancora tra le mura della Croce Rossa dove i “panni sporchi” si lavano in casa ma le “soffiate” e “spiate” su Marcello De Angelis forse non sono bastate per metterlo in guardia. Questa regione straborda di persone non “allineate” al nuovo corso politico e non passa giorno che qualche fuga di notizie, anche riservata, finisca sulle pagine di qualche quotidiano. La causa di tutto questo è fin troppo facile da individuare.

Ci sono troppi uomini e donne (in comando o peggio ancora con incarichi fiduciari) infiltrati nei posti che contano che girano ovunque come una sorta di “Spectre”. Persone che alzano il telefono e pretendono. Danno ordini. Esigono. Battono i pugni sui tavoli e, come la magistrata di Catania, quando c’è da mandare insulti alla premier Meloni o Salvini non esitano a farlo in modo spavaldo e sulle pagine social in modo che tutti possano leggere il loro “democratico” pensiero.eADV L’infiltrata numero uno nell’ufficio di presidenza è senza dubbio Chiara De Bardi. Un curriculum che non lascia spazi a pentimenti di sorta. Una testata. Affidabile per il Partito democratico.

Ma torniamo ai fedelissimi di Leodori.

Chiara De Bardi è costantemente aggiornata sulle decisioni prese dall’ufficio di presidenza. Sta lì dentro. Legge. Ascolta. Giudica. E’ sempre molto attiva ed estremamente dinamica. Ovviamente possono passare pochi secondi da quando entra in possesso di una informazione riservata e chi può dire che questa notizia non possa finire in tempo reale nella disponibilità dei suoi amici politici? Potrebbe essere anche di no ma le probabilità che questo accada sono vicine allo zero. Fidarsi di lei è come fidarsi di una “vipera che dichiara di essere una biscia senza denti“. Oppure come dicono i giovani “mettere Dracula nei frigoriferi dell’Avis dove c’è conservato sangue fresco“.

In parole povere: INAFFIDABILE.eADV In un posto come quello ricoperto dalla De Bardi, nell’ufficio di presidenza, è mai possibile che possa operare in libertà una fedelissima di Leodori? Prima Passinisi (che intanto fino al 15 ottobre prende soldi freschi regionali) poi la De Bardi ma, udite udite c’è anche la “signorina Silvani“. Franca Silvani Non è l’impiegata che lavorava vicino all’ufficio del ragioner Fantozzi (guarda la coincidenza il film fu girato proprio in regione).

La signora Franca Silvani è consigliera comunale del Partito democratico di Marino nonché capogruppo del partito della Schlein.e Grandissima fan di Zingaretti e chi più ne ha ne metta. Sul suo profilo facebook ricopre di insulti tutti quelli che non la pensano come lei ma il suo principale obiettivo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a cui non risparmia offese di ogni genere. Anzi. Viene pagata dalla regione Lazio perché, non si capisce chi possa aver preso questa bizzarra decisione, le è stato conferimento l’incarico fiduciario di collaboratore della Struttura “Servizio Documentazioni” dell’Ufficio di Gabinetto del Presidente con contratto individuale di lavoro a tempo pieno e determinato (36 ore settimanali) quale soggetto esterno alla pubblica amministrazione.

Ma è mai possibile una cosa del genere?

Daniele Leodori ne ha messi a lavorare tanti in una sorta di gentlemen agreement con il presidente Francesco Rocca che però dovrebbe riflettere bene sui posti loro assegnati e la sua scarsa esperienza in ambito regionale potrebbe costargli caro. Basta vedere anche l’ultimo caso del tentativo di sfratto del Lucha y Siesta, palazzina occupato da anni. Lucha y Siesta (dicono loro) non è un centro sociale, non è una casa famiglia, non è un centro di servizi.

«È un modello unico, autonomo e speriamo non irriproducibile. Non si può controllare ma funziona, per questo ci vogliono cacciare».eADV Il problema Rocca è che quando battono i pugni i compagni per far cacciare la figlia di Gianfranco Fini, il fratello del deputato Massimo Ruspandini o per ultimo Marcello de Angelis vengono subito accontentati. Sapendo questa debolezza ecco che i sinistri compagni hanno fatto “congelare” la delibera che voleva cancellare una delle tante anomalie del passato Zingarettiano. Doveva essere approvata ieri e, guarda la coincidenza, la cosa è finita su Repubblica. Questo ha provocato una levata di scudi che ha visto in prima fila le donne dell’Anpi di Roma. Resistere! Resistere!! Resistere!!!

Anche Ilaria Cucchi senatrice dalle idee politiche chiare è intervenuta sull’argomento. Risultato? La delibera è stata parcheggiata da una parte e probabilmente non sarà mai pubblicata. Come sia uscita la notizia dagli uffici di Rocca dovrebbe chiederselo proprio lui. Gli consigliamo di rivedere un attimino la pianta organica e anche velocemente.”