A volte i sogni si realizzano. E quando si realizzano si diventa icone. Icone non solo del proprio paese ma di un vero e proprio continente. Nonostante una partenza 23/24 sfortunata, complice qualche infortunio di troppo ma comunque al di sotto delle aspettative più o meno come tutto il suo Napoli di cui resta assoluto capitale e punta di diamante, Victor Osimhen ha scritto storia coronando un altro dei suoi sogni, sfruttando la stagione sensazionale e la vittoria di Scudetto e titolo di capocannoniere di A coi suoi azzurri per centrare il Pallone d’Oro CAF, quello africano. Chiude davanti a tutti, cerimonia in grande stile per l’emozione di parenti e genitori, cinque anni dopo esser stato il miglior giovane del continente ai tempi del Lille. Succede a Mané, chiude davanti a campioni del calibro di Salah ed Hakimi, tanto per dar dimensione della grandezza del traguardo raggiunto. Sui social le incoronazioni della sua Federazione nigeriana, quelle di Lille e soprattutto Napoli stesso, stavolta attentissimo a coccolarselo a dispetto delle polemiche di qualche mese orsono. Per lui è il primo Pallone d’Oro CAF, che diventa invece il quinto di calciatori che militavano in Serie A. Napoli se lo coccola e adesso sogna solo il suo rinnovo. ADL ha palesemente detto d’esser arrivati alla firma: sembra tutto fatto. La missione è finire bene la stagione per ricostruire una squadra da vertice il prossimo anno. E uno come lui pesa tanto, eccome.

