Concessioni balneari alla stretta finale, Maurelli: “Confidiamo nel governo Meloni”
Economia e Lavoro
9 Gennaio 2024
Concessioni balneari alla stretta finale, Maurelli: “Confidiamo nel governo Meloni”

Il presidente di FederBalneari Lazio: “La Bolkestein non può essere applicata pedissequamente al nostro settore” 

 

di Marco Gubetti

 

CIVITAVECCHIA (RM) – A metà mese il governo italiano dovrà dare una riposta all’Unione europea rispetto all’applicazione della ormai famosissima direttiva Bolkestein sulla concorrenza, in particolare per quanto riguarda le concessioni balneari. Un problema annoso che si trascina da anni, con Roma che cerca di resistere alle imposizioni di Bruxelles. La questione, naturalmente, riguarda da vicino anche il Lazio che, con i suoi oltre trecento chilometri di coste, sta aspettando con qualche apprensione le decisioni che arriveranno nei prossimi giorni. “Siamo fiduciosi nell’impegno del governo Meloni su questa materia – spiega a LaCronaca24 Marco Maurelli, presidente di Ferderbalneari Lazio  ‒. Ricordiamoci che è stata proprio l’Italia con questo Esecutivo, prima fra i paesi rivieraschi dell’Unione ‒  a fare la mappatura delle coste che le stesse regole europee impongono e i risultati emersi lasciano ben sperare”. In effetti, la perimetrazione eseguita negli scorsi mesi dal tavolo di lavoro interministeriale al quale hanno contribuito anche Regioni e associazioni di categoria, ha fatto emergere che la cosidetta scarsità di beni naturali – esplicitamente richiamata dalla direttiva – non c’è perché ben il 67% delle coste italiane risulta libero. Questo permetterebbe al governo italiano di tenere tutto insieme: da un lato potrà non andare a toccare le attività economiche di chi attualmente gestisce le spiagge e ha le concessioni demaniali e, dall’altro, riuscirebbe anche ad accontentare le esigenze di maggior concorrenza richieste dall’Ue, indicendo gare per l’assegnazione di nuove concessioni su quei due terzi di litorali liberi. “D’altra parte – spiega ancora Maurelli – la direttiva Bolkestein non può essere applicata pedissequamente al nostro settore, perché i balneari gestiscono beni. Dunque, come Federbalneari siamo fiduciosi che il governo possa riuscire a governare con l’Unione europea di ampia tutela sistema attuale che ha portato il turismo balneare, considerando gli stabilimento e il loro indotto, a rappresentare oltre il 4% del Pil nazionale. Sono numeri che dimostrano che il modello italiano funziona: smantellarlo senza stabilire dei criteri di concorrenza molto precisi e soprattutto rispettosi di questo sistema sarebbe un grave errore”.