Il caso Calzona, attuale commissario tecnico della nazionale slovacca e sostanzialmente da domani nuovo traghettatore del Napoli a partire dalla sfida di Champions col Barcellona, ha comunque per particolarità del doppio incarico intrigato la curiosità di tanti passionati di calcio estero e calcio italiano. Nell’età moderna infatti si tratta del primo assoluto caso che abbraccia le squadre del nostro campionato. Si deve tornare indietro nel tempo, assai, per rivivere qualcosa di simile. Attenzione: non congruente, simile. In pieni anni 50 il buon Foni, tecnico dell’Inter, fu chiamato a far parte della commissione tecnica della nazionale. Così come Viani del Milan nel 1958. Anche Helenio Herrera, storico tecnico della Grande Inter dei sessanta, affiancò Valcareggi in Nazionale per un breve periodo. Dunque, sostanzialmente, Calzona può esser considerato l’assoluto primo caso per antonomasia del calcio italiano. Per chi invece mastica calcio estero, nelle memorie di giornalisti e addetti ai lavoro ripiombano figure suggestive come quella del mago Hiddink che, a cavallo della sua esperienza russa, nel 2009 venne chiamato dal Chelsea ad Interim per sostituire Scolari e traghettare il club di Roman Abramovich fino a fine stagione prima dell’avvento di Carlo Ancelotti: vinse la Coppa d’Inghilterra ma il suo breve regno a Stamford Bridge è ricordato per quella fatidica semifinale tra Chelsea e Barcellona, contraddistinta da mille veleni e polemiche arbitrali, storici episodi che trascinarono i Blaugrana a Roma per la prima Champions dell’era Guardiola. Incredibile la doppia storia di un altro storico stregone, quel Dick Advocaat che nel 2009/2010 accettò prima la panchina del Belgio che quella dell’AZ in Olanda, salvo poi perdere entrambi gli incarichi entro la fine della stagione sportiva, pensate. Anche Cannavaro nel post Lippi si sedette ad interim sulla panchina della nazionale cinese, mentre assunto al contempo dall’Evergrande. Tra gli altri nomi pesanti e dal fascino storico c’è l’istituzione turca per eccellenza, l’imperatore Terim, che prima d’esser stato esonerato dal Galatasaray aveva già firmato con la nazionale del suo paese. Parliamo del 2013, uno dei tanti suoi cicli sulle panchine giallorosse. Terim in Turchia, stessa storia per Slutsky sulla panchina russa del post Capello: accettò l’incarico quando all’epoca era ancora in sella al CSKA Mosca. Per finire, l’eccezione che conferma la regola. L’eccezione più storica e affascinante. C’è anche un Baronetto scozzese da annoverare in questa lista. Già, ebbene sì, parliamo di Sir Alex Ferguson che durante il suo ultimo anno in rampa di lancio all’Aberdeen pre Manchester United, fu scelto dalla federazione della Scozia per guidare la squadra in quel di Messico 1986. Non potette esimersi: era scomparso il predecessore, Stein. Arrivò ultimo in quel girone, ma rispose presente. Scelta romantica, l’ennesima di un’istituzione planetaria, quella di uno dei più grandi di sempre.

