Halle è stato l’ennesimo trionfo. L’ennesimo colpo, ancor più ciliegina, di un 2024 straordinario. Galattico, fin qui. Ennesimo ATP 500 che ha significato, più di tutti, non soltanto continuità dopo mesi straordinari, tra Australian Open, Indian Wells, Miami e Rotterdam. Il trionfo tedesco ha significato ulteriormente allontanare Djokovic: vera e propria fuga nel ranking planetario. Sempre più numero uno al mondo: 1530 punti di vantaggio su Nole, tanti come gli stessi 1760 su Carlos Alcaraz. Sinner ha consegnato allo sport azzurro il primo tennista di sempre a conquistare una posizione del genere nelle parti più alte della gerarchia planetaria. E l’ha fatto senza far alcuna comparsata: lì per rimanerci. Per star sempre al top, per combattere e battere i migliori. D’altronde è la sua mentalità che l’ha spedito fino a questo tipo di vette, giovinezza e maturità che l’hanno proiettato sul tetto del mondo a soli 22 anni. L’altoatesino ha dimostrato in quel di Halle d’aver superato il problema all’anca, unica potenziale spada di Damocle della primavera altoatesina. Sta bene, eccome. Giocate tra l’altro, stavolta, anche stravaganti, quello che hanno intrattenuto il pubblico tedesco. Halle ha significato, tra l’altro, il suo primo titolo sull’erba. Quale assist e ulteriore dose di fiducia per il primo grande obiettivo dell’estate di Jannik, ovvero Wimbledon? Già perché adesso una settimana tra recupero, giusto pizzico di relax ed immediata preparazione per il grande appuntamento sull’erba britannica. Venerdì ci sarà il sorteggio. Dai primi turni partiranno tanti suoi colleghi azzurri, lui debutta tra le teste di serie: sfiderà ancora Nole e lo stesso Alcaraz, campione in carica. L’obiettivo è arrivare fino alla fine, superando anche il traguardo della semifinale conquistata l’anno scorso. Poi uno dei sogni più grandi: Parigi 2024. Ma un appuntamento alla volta: prima, a proposito di prestigio e sogni, c’è proprio Wimbledon.

