Soltanto un record del mondo poteva arrivar davanti a super Greg. L’eterno, super Greg. Naturalmente Paltrinieri, che nella serata azzurra, tra apprensione Tamberi ma storici e straordinari successi tennistici targati Errani e Paolini, consegnava all’Italia ancora una medaglia, stavolta l’argento nei 1500 stile libero. L’ennesimo traguardo che non smettere di evolvere e incoronare sempre più la sua straordinarietà. Leggenda vivente. Sa sorprendere anche sé stesso. Sa superare e lottare contro sé stesso. Sa combattere gli anni che passano, restando sempre ai massimi livelli. Il 5 settembre del 1994 nella piccolo Carpi nasceva una leggenda immensa, uno dei più grandi nuotatori italiani di tutti i tempi. Da ieri, ufficialmente, il nuotatore italiano più medagliato della storia azzurra alle Olimpiadi. Emozionato, raggiante, consapevole. Consapevole della sua grandezza e d’aver reso fiera, ancora una volta, una nazione. Perché dopo il bronzo negli 800 s’è ripetuto, bissando nei 1500 stile libero tra l’altro lo stesso tempo di Rio, otto anni fa, quando volava, da ragazzino. Qualcosa di straordinario. E solo un Finke record del mondo poteva finir sopra, poteva vincere la medaglia d’oro. Ma resta un argento straordinario: secondo nella stessa Olimpiade, a podio da tre Olimpiadi differenti. Una leggenda. Col suo sorriso, con la sua semplicità. Una carriera incredibile dunque, in Italia senza precedenti. Adesso l’ultima missione, quella nella “Senna malsana”, come l’ha definita Rosolino. Grandi distanze in acque libere. Ma col vento in poppa. Senza paura. Ad ogni condizione. Anche perché super Greg sei già leggenda.


