Sosta per le nazionale. L’ultima, l’ultimissima del 2024. Poi sarà lungo inverno per club, al decollo fra due settimane. Sosta significa con primi bilanci, quelli autunnali, quelli sul primo terzo di stagione. Non fa certamente eccezione all’estero la Bundes, la Bundesliga, il campionato tedesco, tornato dominato dal Bayern di Monaco. Perché l’impatto delle settima o ottava scelta, dopo un inizio estate tormentato e turbolento e pregno di difficoltà, ha fatto ricredere tutto e tutti. L’impatto di Vincent Kompany, tra lo scetticismo iniziale di tutti quanti per un salto dal retrocesso Burnley ad una delle massime istituzioni europee come il club bavarese. In questo momento in testa alla Bundes, campionato fin qui dominato: otto vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta, miglior attacco e 26 punti ben cinque lunghezze avanti al Lipsia e soprattutto nove sulla quarta forza, i campioni in carica, quel Leverkusen delle meraviglie campione 23/24. Lo scorso anno in casa Xabi, tecnico per cui si parla sempre più di Real Madrid per un post Ancelotti estate 2025 (forse per questo respinse le corti di Liverpool e Bayern stesso), girava tutto perfettamente; quest’anno le aspirine sembrano aver perso quel tocco, quello smalto di brillantezza, quella magia adesso intaccata. Naturale, fisiologico. Se per i bavaresi proseguono successi e continuità, trascinati da calcio stellare (unica sfortunata eccezione Barcellona) e dal solito eterno Harry Kane che quest’anno spera d’abbattere maledizione trofei e portarsi a casa il primo scudetto in carriera, per i Leverkusen tanti punti persi, tante beffe, proprio all’ultimo respiro come a Bochum, quando mesi fa succedeva esatto contrario. Kane capocannoniere, sì, ma in concomitanza della rivelazione, Omar Marmoush dell’Eintracht, terza forza del campionato e da anni (post Europa League 2022) sempre più realtà continentale. Quest’anno male lo Stoccarda, lontano dal mucchione per il quarto posto, quella selvaggina dove il Dortmund insegue proprio il Leverkusen. Alla lunga sembrano ormai spacciate sia la favola Holsten Kiel che l’ultimissima della classe, quel Bochum a sole due lunghezze una conquistata proprio col Leverkusen, dato che risalta ancor di più (e fa decisamente più clamore) i passi falsi delle aspirine di quest’anno.

