Sport
2 Febbraio 2025
Legni e tensione, De Vrij riacciuffa Reijnders: derby di Milano 1-1, un punto che non accontenta nessuno

Alla fine l’amaro in bocca è tutto rossonero. Un derby, quello che sarebbe stato il terzo consecutivo su tre per un bottino stracittadino a quel punto folkloristicamente sensazionale, che fino all’ultimo respiro ha sospirato Conceicao, sorretto e sostenuto tra l’altro va detto dalla Dea Bendata. Tanti, tanti legni nell’assalto nerazzurro prima di riuscire a trovar sul fil di sirena il pari con De Vrij che risarcisce la ripresa dell’Inter, un secondo tempo passato a cercar di scardinare il muro del Milan chiuso a riccio versione lusitana. Un pari giusto, nel complesso: primo tempo inguardabile ma sbloccato dal solito affondo di Reijnders, una ripresa ad una trama sola che alla fine premia gli sforzi interisti. Un derby dunque tutto olandese che stavolta va di traverso ai sogni di gloria del Milan che resta dietro; ma resta dietro pure l’Inter nelle sue ambizioni, con un Napoli capolista così non può certamente permettersi di perdere altro ulteriore terreno. Una gara nervosa e contratta, stavolta tutt’altro che spettacolare. Per il Milan positivo debutto di Walker, adesso l’attesa è tutta per Gimenez, pronto a vestir rossonero già mercoledì in Coppa Italia con la Roma. Plausi per la coppia al riscatto, quella dietro: perfetti Tomori e Pavlovic, altro che mercato, volevano solo restare al Milan. E la dirigenza rossonera avrebbe francamente commesso ingenuità e lettura evidente a lasciarli andare, soprattutto Fikayo. Dall’altra parte non punge Lautaro, nervoso come Dumfries, in ombra anche il fischiatissimo Calha appena rientrato ed evidentemente ancora tutt’altro che al meglio della sua condizione. In casa nerazzurra polemiche nette e crude, Inzaghi si scaglierà infatti nel post gara contro direzione arbitrale e funzionamento del Var: lamenta l’assenza di un rigore netto su Thuram, ma si complimenta coi suoi per esser andati oltre gli episodi e non aver mai mollato, tra nervosismo e sfortuna, considerando come decantato dal tecnico i presunti errori arbitrali. Alla fine è uno a uno. Dall’altra sponda, quella rossonera, il rimpianto di non aver portato a casa l’intera posta in palio dopo una ripresa di cotanta sofferenza e resistenza. Meglio Theo, solito Leao. Conceicao è chiamato a risalire: la classifica langue.