(Adnkronos) – Usa e Russia inizieranno i contatti sull’Ucraina a tempo debito, ma è ancora presto per stabilire la data di un vertice Putin-Trump. Lo ha detto il consigliere capo della politica estera russa, Yuri Ushakov, al termine del colloquio fra le delegazioni di Washington e Mosca oggi a Riad, aggiungendo che l’incontro “è andato bene”.
I colloqui, a cui partecipavano il segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, sono andati avanti per quattro ore e mezzo e si è trattata di “una conversazione seria su tutte le questioni”, ha affermato, ma Mosca ritiene sia prematuro parlare di un avvicinamento delle posizioni con Washington e di una data per un vertice tra Vladimir Putin e Donald Trump. “È ancora difficile dire se (le posizioni russe e americane) si sono avvicinate, ma questo era il tema”, ha dichiarato. “Abbiamo parlato ed esporto le nostre posizioni di principio e abbiamo concordato che squadre distinte di negoziatori si metteranno in contatto sul dossier al momento opportuno – ha detto Ushakov – Gli americani devono nominare i loro rappresentanti, noi i nostri e poi, probabilmente, inizierà il lavoro”.
Ushakov ha aggiunto che le due parti hanno discusso brevemente le condizioni necessarie per un vertice Putin-Trump, anche se ha sottolineato che è improbabile che si svolga la prossima settimana. Per organizzare l’incontro “le delegazioni dei due Paesi devono lavorare a stretto contatto. Siamo pronti per questo, ma è ancora difficile parlare di una data specifica per l’incontro dei due leader”, ha spiegato.
“L’obiettivo è porre fine a questo conflitto in un modo che sia giusto, duraturo, sostenibile e accettabile per tutte le parti coinvolte”, ha detto il segretario di Stato Usa, assicurando che a un certo punto” anche l’Unione europea “sarà al tavolo” delle trattative sull’Ucraina. Rubio, che ha definito l’incontro odierno “il primo passo di un viaggio lungo e difficile”, ha sottolineato che “per mettere fine a qualsiasi conflitto, devono esserci delle concessioni da tutte le parti”, ma sarebbe sbagliato “predeterminarle”. Il segretario di Stato ha quindi riconosciuto che “resta ancora molto lavoro da fare” e che l’obiettivo della riunione di oggi a Riad è stato di “stabilire linee di comunicazione” dopo un lungo periodo di silenzio tra Washington e Mosca.
“E’ necessaria una fine definitiva della guerra, non uno stop temporaneo, come è accaduto in passato”, ha dichiarato dal canto suo il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, Mike Waltz, dopo la fine dei colloqui, lasciando intendere che i tempi per gli annunci clamorosi saranno lunghi. Ci saranno discussioni sul territorio, ci saranno discussioni sulle garanzie di sicurezza, “gli elementi di base fondamentale sottostanti e a cui saranno ancorati i negoziati”. “Ma la cosa più importante è che l’auspicio del Presidente, e la sua determinazione, è di porre fine a questa guerra, porre fine al bagno di sangue in corso…che non è nell’interesse di nessuno dei due Paesi. Non nell’interesse del mondo e certo non nell’interesse degli Stati Uniti e dell’Europa”, ha aggiunto. Gli Stati Uniti consultano i loro alleati, Ucraina e Paesi europei, “letteralmente quasi su base quotidiana e continueranno a farlo”, ha affermato. “Se vuoi portare al tavolo le due parti, devi parlare con entrambe le parti. E continueremo a ricordare a tutti, che letteralmente pochi minuti dopo cje il Presidente Trump ha attaccato con il Presidente Putin, ha chiamato e parlato con il Presidente Zelensky”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza della “diplomazia navetta”.
Stati Uniti e Russia hanno concordato di nominare team di alto livello con il compito di “lavorare su un percorso per mettere fine al conflitto in Ucraina il prima possibile in un modo che sia duraturo, sostenibile e accettabile per tutte le parti”, ha dichiarato la portavoce del Dipartimento di Stato americano, Tammy Bruce, al termine della riunione. Le delegazioni statunitense e russa, ha precisato la portavoce, hanno anche concordato di “affrontare gli elementi irritanti delle nostre relazioni bilaterali con l’obiettivo di adottare le misure necessarie per normalizzare il funzionamento delle nostre rispettive missioni diplomatiche”.
“Le parti che hanno preso parte alla riunione di oggi sono impegnate a rimanere coinvolte per fare in modo che il processo progredisca in modo produttivo e in tempi ragionevoli”, ha dichiarato il dipartimento di Stato Usa subito dopo la fine del colloquio. “Una telefonata seguita da un incontro non è sufficiente a stabilire una pace duratura”, precisano gli americani. Gli Stati Uniti non sembrano tuttavia intenzionati ad allentare le sanzioni contro la Russia prima di una fine, positiva per le parti, del conflitto. Washington e Mosca, si legge sulla dichiarazione, inizieranno a considerare “una futura cooperazione su questioni di interesse reciproco geopolitico e storico e su opportunità economiche e di investimento che emergeranno da una fine positiva del conflitto in Ucraina”.
E mentre a Riad si discuteva, dal Cremlino è arrivato l’annuncio che il presidente russo Vladimir Putin è “pronto” a negoziare con il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky “se necessario”. “Putin stesso ha dichiarato che, se necessario, sarebbe pronto a negoziare con Zelensky, ma il quadro giuridico degli accordi deve essere discusso tenendo conto della realtà”, ha affermato il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, riferendosi alla mancanza di “legittimità”, secondo Mosca, del leader ucraino perché il suo mandato è scaduto ufficialmente nel maggio 2024.
La Russia riconosce il “diritto sovrano” dell’Ucraina di aderire all’Unione Europea ma non alla Nato, ha poi aggiunto Peskov, precisando che, “per quanto riguarda l’adesione dell’Ucraina all’Ue, questo è un diritto sovrano di qualsiasi Paese. Nessuno ha il diritto di dettare la condotta di un altro Paese”. “La situazione è completamente diversa ha aggiunto – quando si tratta di questioni di sicurezza e di alleanze militari. Il nostro approccio in questo caso è diverso e ben noto”.
Tornando al vertice Usa-Russia, l’incontro si è svolto in uno dei palazzi della famiglia reale saudita, Diriyah, nel complesso di Albasatin. Ai colloqui, incentrati sulla soluzione del conflitto in Ucraina e sul ‘reset’ dei rapporti bilaterali, hanno partecipato, per la parte statunitense, anche l’inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff e il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz. Mentre per la parte russa, intorno a un lungo tavolo di legno con composizioni di fiori bianchi al centro, era presente, oltre a Lavrov, era seduto il consigliere presidenziale Yury Ushakov. A capotavola, e solo per l’inizio dell’incontro, il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, e il consigliere per la Sicurezza nazionale della monarchia del Golfo, Musaed bin Mohammad Al-Aiban, con alle spalle le bandiere di Stati Uniti, Arabia Saudita e Russia.
All’avvio dei colloqui non ci sarebbe stata nessuna stretta di mano tra le due delegazioni, almeno davanti a fotografi e telecamere, evidenzia l’agenzia russa Tass, precisando come ai giornalisti sia stato concesso l’ingresso nella sala dei colloqui quando le delegazioni avevano già preso posto.
A Riad, ma senza sedersi al tavolo dei negoziati, il numero uno del Fondo russo per gli investimenti diretti Kirill Dmitriev. La sua presenza, che i russi insistono nel voler segnalare, è associata alla discussione, che non sembra esserci stata, del volet economico del negoziato, vale a dire delle sanzioni e del loro allentamento.
La Russia, ha spiegato Dmitriev, ha presentato agli Stati Uniti proposte per nuovi accordi di cooperazione nel settore delle imprese e dell’energia e auspica che possano essere stretti nel giro di mesi. “Il mondo intero segue il possibile miglioramento delle relazioni. Contribuirà ad attuare numerosi obiettivi e problemi che il mondo si trova di fronte oggi. Anche la cooperazione economica è importante”, ha incalzato. Da fuori.
Dmitriev ha dichiarato di aver già incontrato diversi membri del team statunitense nella capitale saudita e ha sottolineato come la Russia, colpita dalle pesanti sanzioni occidentali per il suo attacco all’Ucraina, si aspetta “rapidi progressi” sul piano economico dai colloqui iniziati oggi. “Abbiamo una serie di proposte che i nostri colleghi stanno considerando. Penso che sarà possibile fare progressi non in un lontano futuro, ma nei prossimi due o tre mesi”, ha aggiunto.
Il presidente Usa Donald Trump e il suo team di negoziatori sono “grandi risolutori di problemi”, ha detto Dmitriev alla Cnn. “Tutto quello che posso dire è che sono grandi risolutori di problemi. E penso che il presidente Trump sia un grande risolutore di problemi”, ha affermato. Dmitriev ha affermato che i negoziatori statunitensi non hanno ancora fatto promesse dirette alle loro controparti russe. “Penso che la promessa sia: dialoghiamo, troviamo la soluzione migliore per i nostri paesi, per gli altri paesi, per la comunità globale”, ha detto. Ha anche negato che la Russia cercasse principalmente di alleviare le sanzioni a cui è sottoposto il paese e ha affermato che le economie statunitense e russa potrebbero entrambe trarre vantaggio dalla collaborazione. “Penso che sia molto importante costruire ponti. Penso che le relazioni tra Stati Uniti e Russia siano molto importanti per il mondo”, ha detto.
Dmitriev è stato scelto dal Cremlino per concentrarsi sul ripristino dei legami economici tra Stati Uniti e Russia. Di recente, ha lavorato a stretto contatto con l’inviato statunitense per il Medio Oriente Steve Witkoff, e con il principe ereditario Mohammed bin Salman dell’Arabia Saudita, per garantire il rilascio dalla Russia dell’insegnante americano Marc Fogel, hanno detto alla Cnn fonti a conoscenza dell’accordo.
“Stiamo assistendo a una reazione nervosa, per non dire di panico, da parte dell’Occidente riguardo ai contatti russo-americani”, ha dichiarato durante un briefing con la stampa la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando i colloqui a Riad. “I contatti russo-americani ai massimi livelli stanno causando una vera e propria isteria tra gli euro-atlantici russofobi. Stiamo assistendo a un fenomeno senza precedenti nelle relazioni internazionali, l’imposizione della propria partecipazione al processo di negoziazione”, ha aggiunto.
L’avvio di colloqui tra Stati Uniti e Russia non avrà ripercussioni sulla cooperazione tra Mosca e Teheran, assicura il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in dichiarazioni rilanciate dall’agenzia russa Tass. “Mosca attribuisce grande importanza alle buone relazioni con l’Iran e intende svilupparle in modo completo, anche fornendo assistenza per la soluzione dei problemi principali, compreso il programma nucleare” della Repubblica Islamica, ha detto Peskov parlando con l’agenzia iraniana Irna. La Russia è tra i firmatari dell’accordo internazionale sul nucleare iraniano del 2015, da cui poi gli Usa si sono ritirati nel 2018 durante la prima Amministrazione Trump.
La Cina auspica che “tutte le parti e gli attori possano partecipare” ai colloqui sull’Ucraina “al momento dovuto”. La Repubblica Popolare è “lieta di tutti gli sforzi per la pace”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Guo Jiakun.

