Arcipelago atlantico in paradiso, la storia s’è compiuta: Capoverde, orizzonti Mondiali
Sport
14 Ottobre 2025
Arcipelago atlantico in paradiso, la storia s’è compiuta: Capoverde, orizzonti Mondiali

La storia è stata fatta. E’ stata scritta. Adesso sì. Dopo qualche giorno di sospiro, fiocca il clamoroso verdetto matematico, quindi ufficiale: Capo Verde ai Mondiali. D’altronde il football è questo, deve esser questo, i Mondiali devono esser questo: il sogno di tutti, il sogno dei Davide che un giorno anche loro possono realizzar quel sogno d’affrontar Golia, e nonostante aziende, marketing, investimenti dei grandi paesi non vedevamo l’ora di raccontar che la vera essenza dello sport, e pur di questo sport, evidentemente non tramonta mai.

 

Ed è proprio l’arcipelago delle 10 isole tra l’altro non tutte abitate per un totale di poco più di 500mila abitanti a scrivere la pagina più radiosa del calcio se vogliamo Atlantico; con 4033 chilometri quadrati di superficie a largo del Senegal e poco sopra all’Equatore, Capo Verde diventa la nazionale più piccolina, per estensione, a centrar la partecipazione a dei Mondiali di calcio. Una straordinaria crescita esponenziale nell’ultimo decennio, cultura e nuove conoscenze oltre dose di passione infinita: Capo Verde ha completato il capolavoro, chiudendo davanti a tutti il gruppo D, davanti a Libia, Angola, Mauritius ed eSwatini, ma soprattutto Cameroon. Già, scalzando la strafavorita, adesso costretta agli spareggi. Mancava l’ultimo passettino per la gloria, è arrivato il tris al piccolo eSwatini, la storia è compiuta. Tre a zero netto nella serata del lunedì, a segno pur l’ex meteora di Verona e calcio italiano, quel Livramento che fuorché timbro al Napoli di tracce nel nostro calcio ne ha lasciate assai poche. Ma il calcio resta sport di squadra, squadra che supera ogni ego e, sospinta dalla propria gente, tra mille venti atlantici hanno centrato un traguardo straordinario.

 

Non solo più venti e correnti, non solo più spiagge, altro che dominazione portoghese. Dall’indipendenza dal Portogallo soltanto nel 1975, dalla fondazione della Federazione calcistica nel 1982 fino all’associazione alla Fifa nel 1986, in pochi decenni Capo Verde ha scalato pianeti e piramidi. Parlano creolo e portoghese, per tanti aspetti sono più sudamericani e quindi lusitani stessi che africani, ma l’Africa spedisce una sua favola, unica, ai Mondiali. D’altronde, la scelta di passare a 48 squadre (per più partite e quindi più spettacolo, e quindi più soldi) apriva orizzonti a qualche piccola favola. A qualche piccola magia, all’orizzonte. Orizzonti atlantici, in questo caso. Mai tramonto fu più bello, a Capo Verde.