VIGNANELLO – Erano i primi giorni del mese di agosto quando è scoppiato il polverone a Vignanello.
Nelle immediate vicinanze del bellissimo Castello Ruspoli, pregiata dimora di principi e nobili ed importantissima struttura di valore storico, vengono realizzati, in tutta fretta, dei lavori finalizzati ad una mega antenna 5G di un’altezza da far venire i brividi: 33 metri.
A lanciare l’allarme Angelo Anselmi, presidente del circolo Arci Il Cantinone, con un appello rivolto all’amministrazione comunale.
“Desideriamo – afferma Anselmi – esprimere la nostra ferma contrarietà non alla tecnologia in sé, ma alla scelta del sito individuato: un’area prospiciente il castello Ruspoli e il cuore del centro storico del paese”. La collocazione dell’impianto, secondo Anselmi, risulterebbe “inaccettabile”, e “rappresenta una grave lesione al decoro urbano e al patrimonio storico-artistico di Vignanello”. Nel mirino c’è soprattutto la vicinanza dell’antenna a uno dei simboli del paese. “Il castello Ruspoli – dice Anselmi -, simbolo identitario e attrazione culturale, merita rispetto e tutela, non l’imposizione di infrastrutture invasive che ne alterano la percezione e il paesaggio circostante”.
Al fine di poter installare la mega antenna, in tempi rapidissimi la società Inwit si è preoccupata di acquistare da un privato l’area necessaria tramite frazionamento di un terreno, sborsando la considerevole somma di 30000 euro per un semplice fazzoletto di terra.

I lavori, insomma, viaggiano spediti mentre l’amministrazione, dal canto suo, tende a scaricare ogni responsabilità.
Sulle pagine social del Comune, lo scorso 4 agosto, si legge infatti:
“Vignanello è tra i Comuni interessati dagli interventi previsti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) per la realizzazione di infrastrutture di rete dedicate allo sviluppo e alla diffusione delle reti mobili nelle aree in cui i gestori telefonici non intendono investire nei prossimi anni a causa della mancata convenienza economica. Per favorire il raggiungimento degli obiettivi del Piano Italia 5G, nel 2024 è stato emanato il Decreto Legge n. 60, noto come “Decreto Coesione”, che tutela i lavori del PNRR mettendo in deroga i regolamenti comunali, inclusi quelli relativi alla localizzazione e al dimensionamento degli impianti di telefonia mobile.
Cosa significa questo per l’amministrazione comunale? L’ente locale non può adottare atti che ostacolino la realizzazione di impianti conformi alla legge, pena l’illegittimità degli stessi e la responsabilità amministrativa. Alcune precisazioni importanti per fare chiarezza: Il terreno individuato per la costruzione dell’antenna 5G non è di proprietà comunale, ma privata. La richiesta di installazione dell’antenna 5G in quella località è stata presentata al Comune il 9 maggio 2025. Gli uffici comunali hanno avviato la procedura amministrativa, pubblicandola il 15 maggio, e si è conclusa il 12 luglio 2025 con il rilascio dell’autorizzazione, atto dovuto per legge a evitare sanzioni.
Non corrisponde al vero che sia stata deliberata dalla Giunta comunale l’installazione di un’antenna di 30 metri in località Costa Piacciano: ciò rappresenta una FALSA informazione circolata in paese tramite volantini anonimi. La comunità è divisa: Da una parte, molti cittadini lamentano l’assenza di segnale, soprattutto nel centro storico e in località come Centignano, con conseguenti difficoltà nell’utilizzo dei servizi online delle Pubbliche Amministrazioni e nella richiesta di soccorso. Dall’altra, vi sono preoccupazioni legittime circa i potenziali rischi per la salute dovuti all’installazione dell’antenna 5G. L’Amministrazione Comunale ha cercato di ascoltare tutte le istanze. Prima dell’arrivo della richiesta del 9 maggio, ha tentato di individuare e proporre sedi alternative per l’antenna.
Tuttavia, tutte le proposte sono state ritenute non idonee dalla società richiedente, che ha quindi optato per la trattativa diretta con i privati. Il vero limite della procedura è dettato dall’articolo 4 comma 7-bis del DL n. 60/2024, che impedisce agli Enti locali di far valere le scelte politiche contenute nei regolamenti comunali sulle installazioni di impianti di telefonia mobile. L’Amministrazione invita a un’attenta riflessione: affrontare questo tema con toni da ‘caccia alle streghe’ rischia di alimentare tensioni senza offrire soluzioni.
Le proteste e i cartelli sono comprensibili, ma non risolvono la questione, anche perché, allo stato attuale, mancano al Comune gli strumenti normativi per bloccare la procedura. A tutte le famiglie coinvolte va la nostra solidarietà e disponibilità per un confronto.”

Con il passare del tempo la prospettiva dunque si fa sempre più imminente, ma di certo i cittadini non rimangono a guardare il compiersi di tale scempio.
Un primo stop infatti viene ottenuto con lo stop al cantiere da parte del Ministero della Cultura per il tramite della Soprintendenza competente, investita della questione dall’avvocato da un gruppo di residenti.
Qualche giorno fa, invece, è stata depositata al TAR Lazio la determina del comune di Vignanello che ha autorizzato la installazione dell’antenna: l’udienza, vertendo in materia di progetti PNRR, sarà fissata a breve.

