Premier, niente Boxing Day? Oltremanica furenti, sacrilegio identitario
Sport
27 Dicembre 2025
Premier, niente Boxing Day? Oltremanica furenti, sacrilegio identitario

MANCHESTER – Solo una gara. Già, soltanto una. Impensabile, per decenni e decenni. L’Inghilterra quest’anno ha completamente mancato l’appuntamento con uno dei suoi appuntamenti più identitari, in assoluto, anche extrasportivo. Perché tale è la portata del Boxing Day. A Santo Stefano si va allo stadio, da sempre, ad ogni latitudine. Così sono cresciuti nonni, padri e figli. Generazioni e generazioni. Quest’anno deluse, inevitabilmente. E tutto il resto del pianeta calcistico pure, perché la Premier, sempre più NBA del Football, è vista ovunque. E tutti sanno che accendendo la Tv, dopo l’abbuffata in famiglia natalizia, si sarebbero trovati di fronte lo spettacolo, le giocate e tutte le emozioni mozzafiato da un impianto all’altro spettacolarizzato dal principio della contemporaneità. Tranne quest’anno, per l’appunto. Santo Stefano capitava di venerdì, agli albori del weekend: per rispettare cronoprogramma europeo, nemmeno stessimo parlando di PNRR, anche la Premier ha deciso di giocar regolarmente nel weekend e smistare le gare estendendole sul sabato e la domenica concedendo al 26 dicembre soltanto un anticipo del venerdì. Quello d’Old Trafford, poi vinto dal Man United sul Newcastle col primo vero squillo targato Dorgu, ex Lecce. Nell’anno del Mondiale troppe le sfide di ogni federazione e troppi gli impegni europei con cui regolarsi; la Premier, poi e soprattutto, ha sottoscritto un contratto coi broadcasters che vieta più di 5 turni infrasettimanali. Farle giocar tutte di venerdì sarebbe stato giorno infrasettimanale, avrebbe significato giocarsi un bonus; ed al contempo, giocarsi un weekend. Invece, a questo punto, niente Boxing e tutto spalmato direttamente proprio al fine settimana. Una decisione che ha scaturito l’indignazione dei più, da tempo. Perché il Boxing è sempre stato il Boxing. Stavolta la Premier, trasmessa in tutto il mondo e prodotto di marketing tra i più ricchi e riusciti degli ultimi decenni, non ha fatto i conti col suo nettare più storico, più importante. La gente. La sua gente. Dove tutto ebbe inizio. Non si registrava un Boxing così scarno dal 1988. Proteste. Un sacrificio necessario? Gli anni avanzano e per restare la prima Federazione di tutto ciò che conta e che avanza davvero non si poteva altrimenti? Per tanti, un oltraggio. Per tanti, un sacrilegio. Per tanti, macchiato sentimento identitario.