BERGAMO – Era quella con la gara più complicata, l’Inter. Che stasera scendeva in campo nel gelo di Bergamo per una partita dal significato bollente, si perdoni l’ossimoro. Rovente perché le due concorrenti più rilevanti, Milan prima e Napoli poi, avevano superato senza particolari ostacoli i loro impegni, decisamente più abbordabili sulla carta, battendo Verona e Cremonese.
Ma con Allegri e Conte pronti a sorpasso uno ed aggancio l’altro, Chivu non ha sbagliato. Stavolta no. E sebben l’Atalanta non sia classifica alla mano una grandissima come gli anni scorsi, Bergamo è sempre Bergamo e sotto Palladino aveva ritrovato eccome solidità, smalto, compattezza. A Bergamo ci vinci solo sei grande squadra nel dna, quello di cui aveva proprio bisogno l’Inter, dopo un autunno costellato sì da tanti punti ma anche sconfitte nei match più prestigiosi.
Primo e secondo tempo di stessa marca. Grande equilibrio, sì, ma non sterile: frizzante. Partita tattica ma bella, da godersela. Classiche partite che si sbloccano magari nella ripresa con un errore da una parte e la zampata dall’altra, e così è stato: sbaglia in uscita Djimsiti, punisce ancora e sempre Lautaro Martinez. Straordinariamente letale, gol pesanti e soprattutto a grappoli, come due anni fa. Anche a livello realizzativo, numeri sbalorditivi soprattutto recenti. 9 gol, lassù, davanti a tutti, pure a super Pulisic.
Al fischio finale Chivu ruggisce e ringrazia. L’Inter vince uno a zero, mantiene sangue freddo e porta tre punti pesantissimi a casa. Scrolla pressione e controsorpassa Milan e Napoli. Sostanzialmente lassù non cambia nulla: Inter 36, proprio Milan 35, proprio Napoli 34. Domani attesa la risposta della Roma, per la quale scoppia il duello Champions che già si può ben intravedere, quello con la Juve di Spalletti.

