BERGAMO – Il messaggio più importante emanato e diramato dal primo sabato di A dell’anno solare 2026 è chi sognava quella corsa lì, la più importante, quella Scudetto, ma che con ogni probabilità si stacca dal carrozzone per il massimo traguardo. Se sarà corsa a tre, come gli addetti ai lavori più bravi hanno sempre sussurrato e declinato, forse s’è ben compreso stasera. Roma e Juve saranno sì regine, ma “solo” per la corsa al quarto posto. Una corsa che, a meno di miracoli sportivi di Bologna e Como, abbraccerà soltanto lupi e Vecchia Signora.
Che oggi steccano. Ma con un turno almeno più delle altre, domani saranno staccate dalla triade in testa. Restano lì, appaiate a 33 punti ciascuna. La Juve poteva prima sorpassare ma ha clamorosamente sciupato l’occasione, la Roma poteva allungare ma alla fine è capitolata a Bergamo. Il derby del cuore di Gasperini è finito uno a zero per la Dea: straordinario striscione di Bergamo, prima che il campo ed il tempo presente coniugassero invece scintille, veleni, polemiche. Scene da calcio italiano dei giorni d’oggi. Dal gol del vantaggio Dea, Scalvini che su mezza (e questa sì che fa notizia) papera Svilar si appoggia e tocca col braccio, al gol del raddoppio dell’Atalanta stessa ma regolarissimo annullato, la gara diventa un filone di contrasti, battibecchi, polemiche e scintille tra panchine. La Roma non castiga, non sfonda mai e l’Atalanta se la porta a casa.
Ancora peggio, ai punti, è andata alla Juve. Che sta crescendo eccome, Spalletti fa nozze coi fichi secchi, ma alla fine nulla può se David sbaglia rigore e Openda spara alle stelle all’ultimo respiro. Non basta solito super Yildiz: la Juve crea tanto, ma divora e spreca, alla fine il Lecce centra un punto pesantissimo a Torino. 1-1 come Genoa-Pisa e Sassuolo-Parma. Domani apre Lazio-Napoli, quindi Fiorentina-Cremonese; in serata riflettori a San Siro per Inter-Bologna.

