MANCHESTER – Non ha minimamente voluto sferrare le maniere più dure e crude, il Manchester City, per chiudere l’operazione Semenyo. Strapparlo alla concorrenza di tutte le altre in Premier, sì, ma senza presentarsi esclusivamente dal calciatore e pagar direttamente la clausola rescissoria. Il City ha concesso al Bournemouth l’opportunità di tenerlo fino ai prossimi giorni, non a caso in campo per l’ultima d’addio mercoledì sera col Tottenham (in cui tra l’altro, ciliegina sulla torta come definitiva su IG, ha timbrato il gol decisivo), un gesto galantuomo per strappar condizioni migliori e pagamento più rateizzato ai 65 milioni di clausola. Si tratta di 62.5 milioni più 1.5 di bonus in rate da 24 mesi, più 10% sulla futura rivendita. Sbarca oggi a Manchester per visite e firme, ma soprattutto per rafforzare come una straordinaria freccia in più l’attacco già assortito di Guardiola, che pur mette in panca gente come Marmoush o Savinho. Completato un pacchetto avanzato straripante, ritrovato Rodri in mezzo al campo, adesso a Manchester i problemi sussistono tutti dietro: Gvardiol stagione finita, Ruben Dias fuori un mese e mezzo, servono rinforzi. Il primo con ogni probabilità sarà Guehi, in estate storie e destini Premier per mesi promesso sposo Liverpool ma saltato all’ultimo respiro: capitan Palace nutre contratto in scadenza a giugno, per buona cifra il centrale dei Tre Leoni sarà venduto per non perderlo a zero, come ammesso dal coach delle Eagles, Glasnier. Ma non può bastare, serve almeno un fluidificante versatile: Gvardiol offriva tanto, troppo. Impossibile sostituirlo, ma tentar di trovar qualcosa di utile diventa prioritario. Col club scivolato potenzialmente ad otto punti dall’Arsenal per preziosissimi punti persi durante le festività, per ricaricar la corsa Premier sarà decisamente un gennaio frenetico, operativo, pesante in casa Manchester City.

