ROMA – Una serata piena di contenuti in casa Lazio. Anche se particolarmente amare, un tumulto di emozioni, comunque. La classica partita che sapeva di beffa, quantomeno Pedro, l’ha rimessa in piedi. Un 2-2 con la Fiorentina in piena e disperata corsa salvezza che non cambia in alcun modo i destini del campionato biancoceleste, difficilissimo ambire all’Europa: fin qui si resta a metà classifica.
Un cantiere aperto. Quest’è la Lazio dopo un’estate senza mercato. Sbloccato, porte scorrevoli a Formello, come vi narriamo da giorni. Ieri l’addio di Guendouzi, emozionante saluto in lacrime sotto la nord a fine gara: qualcuno che sarà comunque apprezzato, per aver dato sempre tutto a questa maglia. Guendouzi che diventa spunto immediato per Sarri, a fine gara, per parlare di mercato: “Evidentemente non siamo nelle condizioni di trattenere nemmeno i 7/8 elementi con cui pensavo di costruire le basi del futuro del club, quando arrivano offerte del genere. Il più grande rammarico è che sento di non poter dare quelle soddisfazioni che un grande popolo che abbiamo alle spalle merita”.
Poi l’ammissione, quella di non conoscere il nuovo centravanti, Ratkov. Segno tangibile di quanto e come Lotito e Fabiani vadano da una parte, Sarri da un’altra. La società non ha ascoltato le sue direttive, e compra come sottolineato da Lotito ciò che gli osservatori studiano. Fuori pure Guendou, dentro anche Taylor dall’Ajax: questo sì, colpo più internazionale. Ma nessun profilo che conosce la categoria, queste latitudini, come forse Sarri avrebbe voluto. Un 2×2 che fin qui evidentemente non accontenta il tecnico toscano.
E quindi società contestata. Soprattutto patron Lotito, contestato. Come le immagini in tribuna che stanotte hanno fatto il giro del web: si libera della sua scorta per andarsi a confrontare animatamente con un tifoso in Tribuna Monte Mario, accompagnato dagli insulti di tanti altri, che poco elegantemente si ascoltano nei video che circolano in rete.
Alla fine, va detto e questo è un altro nodo importantissimo, dell’ennesima serata tumultuosa a livello di concitazione arbitrale: piuttosto evidente il rigore non dato a Gila in pieno primo tempo, così come quel penalty sancito dal Var per il momentaneo sorpasso viola grida rabbia isterica da gran parte del popolo laziale. L’arbitro Sozza più i varisti Pezzuto e Prontera saranno condannati per uno/due turni di stop. Fin qui, dopo Udine, quel tavolo di confronto alla Lega proposto da Lotito, non ha portato comunque evidentemente effetti sperati, in casa Lazio.

