ROMA – Cori, striscioni, bandiere, fumogeni. Manifestazione pacifica stanotte, manifestazione d’amore e sentimento, dei tifosi della Lazio che ancora una volta hanno sfidato freddo e gelo per riversarsi a Piazza del Popolo e brindare, insieme, al compleanno del club biancoceleste, storia che oggi compie 126 primavere, da quel lontano 9 gennaio 1900.
Una storia onorata dai sostenitori che hanno aspettato la mezzanotte, senza però chiaramente rinunciare a qualche coro di contestazione contro la presidenza Lotito. Patron che oggi era invece al Parco dei Daini, dove la prima squadra s’allenava e giocava le prime partite nel primo novecento. Lotito era col Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e col Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Al campo dove tutto partì ed ebbe inizio è stata dedicata e posizionata una targa mobile, in ricordo di quel che fu, da dove proprio la storia partì.
Con Lotito, Rocca e Gualtieri presenti giornalisti, in occasione della commemorazione. Che non hanno certamente perso la chance di far domande al presidente biancoceleste, ovviamente tutte vertenti sul mercato di riparazione, un mercato che descrive porte girevoli a Formello, tra frenetiche entrate/uscite tra chi vien e chi va. Non arriverà Raspadori, che molto probabilmente sposerà i cugini della Roma: “Mica è Maradona! Ecco, anche lui è uno di quelli che non è voluto venire. Ma non ha mai giocato, né all’Atletico né prima, vediamo alla fine chi sarà meglio tra chi arriverà da noi e chi andrà altrove”.
E quindi una frecciata addirittura all’ambiente, proprio in questo giorno così storico e sentito da tutta la tifoseria: “Greenwood? Ci sono calciatori che non vengono perché qui c’è caos. Ha preferito Marsiglia proprio per questo motivo. Qui vogliamo solo gente che considera la Lazio un punto d’arrivo. Sarri? Fuoriclasse nel trasformare i giocatori, abbiamo grande scouting, ringiovaniamo la rosa e gli consegniamo calciatori più giovani”.

