MADRID – Più che l’opportunità più grande della sua giovane carriera, sembra una vera e propria patata bollente, tremendamente rovente. Non poteva iniziar peggio l’avventura di Alvaro Arbeloa sulla panchina del Real Madrid. Ancora una volta, soltanto pochi giorni dopo terremoto più esonero di Xabi Alonso, ci sono ancora i Blancos in copertina dei media calcistici europei, soprattutto chiaramente spagnoli. Perché stavolta non è una sconfitta in finale di Supercoppa di Spagna, quella che sarebbe risultata fatidica per le sorti dell’ormai ex Xabi, bensì un’altra eliminazione. Stavolta ancor più clamorosa. Già, il Madrid nemmeno a metà gennaio deve già depennare un altro obiettivo stagionale in un’annata (la prima del post Ancelotti 2.0, bene sempre ricordarlo) fin qui complicatissima, ed usiamo un eufemismo. Il Real, il club più prestigioso al mondo, deve salutare anche la Coppa del Re. Clamorosamente infatti Blancos sconfitti ad Albacete, contro una squadra di Segunda Division, la cedetteria spagnola. Un 3-2 che porta timbro e doppietta finale di quel Betancor che oggi, più che Re dell’entroterra valenciano, diventa l’asso che ha affossato il Real Madrid. Non poteva iniziare peggio soprattutto per un tecnico che, forse con troppa saccenza, ha smentito tesi e filosofia di Xabi (chiamato come soluzione interna a risistemare dissapori e polveriera per cui ha pagato Alonso, ma forse evidentemente non era l’unico responsabile) sostenendo quanto e come l’espressione passi in secondo piano e conti solo vincere. Beh, se il buongiorno si vede dal mattino, mai più debutto poteva esser fallimentare.

