MILANO – C’è sempre l’Inter, continua ed a vele spiegate contro le mediopiccole (quel comun denominatore eterno con cui in Italia si vincono i campionati), lassù, in testa alla classifica. Questa la narrazione del sabato di A, con Chivu che giostra ancora sapientemente la rosa e legge cambi e rotazioni come un predestinato, coi nerazzurri vincenti 1-0 pure ad Udine: movimento Pio Esposito, segna tanto per cambiare chi si lancia in fuga nella classifica capocannonieri, capitan Lautaro. Domani il Milan può tornare a meno tre se dovesse rispettare i pronostici e battere il Lecce, ma a dispetto del caro lessico allegriano quest’anno le mediopiccole a San Siro sono state più di qualche grattacapo, ecco perché lecito aspettarsi di tutto e non dar nulla per scontato. Intanto resta a meno sei quel Napoli che, tra mille infortuni ed una tempesta maledetta (quella che stasera ha riportato in infermeria anche Rrahmani, Politano ed Elmas) batte 1-0 il Sassuolo grazie al timbro di chi non t’aspetti mai sul tabellino dei marcatori, cuore Lobotka. A dispetto delle altre due grandi appena descritte, Inter e Napoli, con lo stesso comun denominatore del sabato, ma stavolta lo stesso 1-0 piega una big come la Juve, sconfitta a Cagliari e sfortunata nella notte di Sardegna: decide Mazzitelli, ossigeno salvezza e grande colpo per Pisacane, stavolta bianconeri imbrigliati e senza troppo smalto, battuta d’arresto che spegne ogni volo pindarico e li relega squisitamente soltanto alla lotta Champions.

