Finale folle, cucchiaio letale e Rabat sgomenta: Marocco a mani vuote, Coppa d’Africa al Senegal
Sport
18 Gennaio 2026
Finale folle, cucchiaio letale e Rabat sgomenta: Marocco a mani vuote, Coppa d’Africa al Senegal

RABAT (MAROCCO) – Un finale clamoroso. Da cinema assoluto, quello in finale di Coppa d’Africa. Uno degli eventi di sport per definizione più attesi a livello planetario. E che ha visto coinvolte anche nel nostro Paese le tante realtà, in ogni città, provenienti dai paesi protagonisti della finalissima di Rabat. Alla fine, clamorosamente in casa Marocco, il colpo grosso lo ha fatto il Senegal, che vince ancora la competizione come quattro anni fa, trascinata tecnicamente e caratterialmente dal suo leader più rappresentativo e volto iconico, per tutta la nazionale: Sadio Mané. Ma è proprio come sia arrivato questo successo che ha fatto il giro del Mondo, nel suo intero. Tutti aspettavano il Marocco. Che fatica e non poco alla fine di una finale tesa, tesissima, concitata. Dentro al campo e fuori, qualche scontro di troppo. A tratti pur sotto l’acquazzone, la partita esplode alla fine: annullato il vantaggio senegalese per decisione arbitrale discutibile, sancito un rigore al Marocco pochi istanti più tardi per un’altra stessa scelta della direzione che definir discutibile in questo caso diventa proprio un eufemismo. Ira dei calciatori del Senegal, che spinti dal tecnico minacciano di abbandonare il terreno del gioco: non ci stanno, ritengono che quel finale arbitrale sia totalmente una farsa, lasciano per un quarto d’ora e se ne vanno negli spogliatoi. Solo l’intervento del leader più universale, proprio Mané, convince i compagni a rientrare. E allora si può riprendere dal momento più atteso dalla nazione ospitante, quel calcio di rigore sospirato e così rimandato di cui si incarica Brahim Diaz: pochissima personalità, cucchiaino imbarazzante, agevole risposta di Mendy. Qualcuno suppone pur si siano accordati, difficile, vedendo la disperazione negli occhi dell’ex Milan. Pur per quello che succederà più tardi: naturalmente supplementari, ma stavolta nessuna direzione può togliere chi meritava, quindi Gueye la sblocca e stavolta non glielo cancella più nessuno. Scocca l’acquazzone tra gli sguardi sgomenti del popolo di Rabat, i minuti scorrono, le speranze scivolano via, la Coppa d’Africa pure: trionfa il Senegal, ancora, Marocco clamorosamente a mani vuote, proprio sul più bello. Un dramma sportivo collettivo per tutta la nazione, di cui Brahim resterà terribilmente responsabile.