Civitavecchia – Abbattimento lecci, il Comitato tuona ancora: “Il Sindaco si ostina, esistono alternative”
Ambiente, Cronaca
19 Gennaio 2026
Civitavecchia – Abbattimento lecci, il Comitato tuona ancora: “Il Sindaco si ostina, esistono alternative”

CIVITAVECCHIA – L’intervento della sovrintendenza ed il sopralluogo della settimana scorsa, come descritto e raccontato, non ha portato evidentemente ad alcuna svolta. I lecci sono ancora lì, come sostiene il Comitato dei civitavecchiesi “Salviamo gli Alberi” di Piazza Regina Margherita. La sovrintendenza vuol vederci lungo, vuol ancora studiar carte, per capire se effettivamente l’abbattimento di alberi così longevi sia necessario. Il Comitato, lo ricordiamo, ha dalla sua pure il parere degli agronomi ed adesso, con una lettera diffusa sui propri canali social a cavallo del weekend, torna nuovamente a prendere di mira quel Sindaco Piendibene che, spinto da un cronoprogramma europeo PNRR che nutre tempi per definizione stringenti, vuol andar dritto per la sua strada: “Non si comprende l’ostinazione del Sindaco nell’affermare che gli alberi di Piazza Regina Margherita siano malati e pericolosi e quindi da abbattere. Ci saremmo aspettati che il tentativo di salvare 16 alberi storici, identitari del paesaggio del nostro centro storico, trovasse anche il suo favore. Dobbiamo invece prendere atto che chiunque si permetta di affermare qualcosa di diverso, Soprintendenza compresa, sembra compiere reato di lesa maestà. Ci sembra quindi doveroso, ancora una volta, fare un pO’ di chiarezza. Effettivamente la Soprintendenza, con due diverse note del gennaio e del novembre 2024 aveva espresso parere favorevole all’intervento, specificando però, e questo viene omesso, che in dette note si leggeva che preso “atto, …, del pessimo stato di salute delle attuali alberature, dichiarato dal Comune e dai progettisti; si segnala però che NON è stata trasmessa a questo ufficio la relazione agronomica, citata anche in relazione generale, che dia puntuale conto dello stato delle attuali alberature. Si richiede pertanto di procedere alla trasmissione, così da acquisirla agli atti del procedimento per le valutazioni di competenza”. Relazione, anzi, relazioni agronomiche, che sono state inviate alla Soprintendenza solo dopo importante pressione del nostro Comitato, e la cui lettura, unitamente alla relazione fatta effettuare dal Comitato stesso, hanno portato la Soprintendenza a voler approfondire ulteriormente una questione che effettivamente è apparsa poco chiara. Peraltro è fuorviante continuare a ribadire che gli alberi siano “non curabili” e classificati senza appello in categoria D. E questo non per nostra opinione, ma per quanto asserito sia nella relazione agronomica del Dott. Forestale Paolinelli, sia dalle stesse perizie commissionate del Comune, che asseriscono, con alcune differenze tra loro, che per molti alberi “l’abbattimento si può evitare con interventi mirati finalizzati alla messa in sicurezza, come riduzione della chioma, consolidamento, etc…”. Continuare a presentare come dato acquisito ciò che è invece oggetto di nuova istruttoria e che la Soprintendenza ha chiesto esplicitamente di verificare, affidando l’analisi a un tecnico scelto non dal Comune, ma da un organo terzo di tutela, rappresenta una forzatura inaccettabile. Che il problema non sia la salute degli alberi e la loro stabilità è reso palese dalla surreale volontà, sancita con specifica delibera di giunta, di voler spostare tre alberi riconosciuti come sani, in altra zona della città. Alberi di circa 13 mt, con una circonferenza di circa 2 mt e radici (di tipo a fittone, che penetra in profondità per diversi metri nel terreno affiancata da potenti radici laterali) totalmente intessute nel sottosuolo, tra tubature, resti archeologici e chissà cosa altro, che spostare significa condannare a morte quasi certa. Non corrisponde al vero nemmeno l’idea che il progetto, in quanto approvato e finanziato con fondi PNRR, non possa essere modificato. Basterebbe verificare le modifiche effettuate, e giustamente, con il progetto del nuovo PalaGrammatico, anch’esso finanziato con fondi PNRR. Peraltro la stessa Sovrintendenza ha richiesto una rimodulazione dell’intervento, proprio per integrare in modo più coerente la componente arborea nella ristrutturazione della piazza. Parlare di “assenza totale di margini” serve solo a giustificare scelte già compiute, non a descrivere correttamente il quadro amministrativo. È infine strumentale sostenere che la piazza sarebbe oggi intrinsecamente pericolosa e non fruibile. Per anni quello spazio è stato attraversato quotidianamente da cittadini, operatori del mercato e famiglie, senza che venissero adottate misure straordinarie o dichiarazioni di emergenza. Il tema della sicurezza non può essere utilizzato ex post per legittimare l’eliminazione di un patrimonio arboreo maturo che, fino a prova contraria, svolge una funzione ecologica e sociale fondamentale. La verità è che la mobilitazione dei cittadini, la relazione tecnica indipendente e l’intervento della Sovrintendenza hanno imposto un necessario stop a una narrazione che presentava l’abbattimento come unica soluzione possibile. Oggi è evidente che alternative esistono e che devono essere valutate seriamente, senza scorciatoie e senza tentativi di orientare l’opinione pubblica con affermazioni parziali. La tutela degli alberi di piazza Regina Margherita non è un ostacolo allo sviluppo della città, ma una cartina di tornasole della capacità dell’amministrazione di ascoltare, correggere le proprie scelte e operare nel rispetto dell’ambiente, della trasparenza e dell’interesse pubblico. Ovvero quello che deve saper fare un’amministrazione che sappia e voglia governare con concordia la propria comunità”.