Spontanee dichiarazioni davanti al collegio della Corte d’assise d’appello di Roma
ROMA – “Non ho mai fatto del male a Serena e neanche i miei familiari. Sono innocente e non so chi possa averle fatto del male. Lei quel giorno non è mai venuta da me. L’avevo già detto alla polizia quando venni sentito. L’ipotesi che io abbia spinto Serena contro la porta è falsa e ci sta rovinando la vita. Della porta rotta nella caserma dei carabinieri di Arce, l’ho ho saputo solo a marzo del 2008 quando mio padre mi raccontò di averla rotta durante una lite con mia madre”.
Così Marco Mottola, che ha rilasciato in aula spontanee dichiarazioni davanti al collegio della Corte d’assise d’appello di Roma dove è imputato, con il padre Franco e la madre, Annamaria, per l’omicidio di Serena Mollicone, la studentessa di Arce in provincia di Frosinone, trovata morta nel bosco di Fontecupa a giugno del 2001.

