Bonafoni: “Alla fine, dopo 48 ore, hanno capitolato.”
ROMA – Giorni di polemica nel Lazio per la proposta di legge sulla “Promozione e valorizzazione dei viaggi della memoria e del ricordo” che mira a mantenere viva la memoria delle grandi tragedie del Novecento, come la Shoah e le Foibe, attraverso iniziative educative rivolte soprattutto ai giovani.
Il provvedimento, primo firmatario il consigliere di Forza Italia Cosmo Mitrano e sostenuto dalla maggioranza di centrodestra che governa la Regione, ha visto “la ferma e netta contrarietà” del Pd.
Polemiche fino a quando il centrodestra che governa la Regione Lazio ha accolto le perplessità del PD. Con grande soddisfazione della consigliera Marta Bonafoni che scrive:
“Alla fine, dopo 48 ore, hanno capitolato. La destra che governa la Regione Lazio davanti al nostro no netto e insindacabile sulla equiparazione tra la Giornata della Memoria e quella del Ricordo – cioè tra la Shoa e le Foibe – ha rinunciato alla sua pericolosa operazione revisionista. Con l’emendamento che vedete qua sotto: praticamente hanno tolto tutto. Resta una legge di sei articoli che sostanzialmente contiene brevi cenni sull’universo, racconta del sesso degli angeli, o giù di lì…Deve restare però alta la nostra allerta: dalla storia alle organizzazioni internazionali le destre sovraniste vogliono riscrivere tutto. Non dobbiamo permetterglielo”.
La stessa Bonafoni aveva scritto, in precedenza: “Breve storia triste di una “e” di troppo. Ieri siamo rimasti bloccati tutto il giorno in consiglio (e proseguiremo anche oggi) su una leggina di sei articoli proposta dalla maggioranza di destra che governa la Regione Lazio. Il titolo dice: “Promozione e valorizzazione dei viaggi della memoria E del ricordo”. Il resto del testo non dice granché, ma quella “e” (“congiunzione che unisce due elementi uguali all’interno della stessa frase”) tra “memoria” e “ricordo” – ossia tra la memoria dell’Olocausto e il ricordo della tragedia delle Foibe – dice più di un milione di parole. Abbiamo bloccato la destra in aula denunciando l’operazione di equiparazione, annacquamento, confusione, neutralizzazione – o in una parola, revisionismo – che vogliono far passare in una apparentemente innocua leggina regionale. Ci hanno detto che vogliamo “inculcare” le nostre convizioni ai ragazzi e alle ragazze. Ma le nostre non sono convinzioni: è la storia del Novecento. Che a loro piaccia o no”.

