KITZBUEHEL (AUSTRIA) – Adesso addirittura nella storia. Sono stati dieci giorni formidabili per Giovanni Franzoni, che centra le massime copertine dello sport italiano con un trionfo addirittura nella mitica Streif come i più grandi dello sci azzurro. Un trionfo che fiocca una settimana dopo il SuperG di Wenger, ma stavolta è qualcosa di ancora più grande. Nel tempio della velocità sono ancora emozioni azzurre, come negli anni di Paris o in quelle di Ghedina, quel salto alla spaccata finale, indimenticabile, targato 1998. Stavolta non c’è stato bisogno di scavare nella storia per riprovar quel tipo di emozioni: Franzoni chiude davanti a tutti, gestendo e dominando alla perfezione la discesa più attesa e superando, pensate al destino ed al brivido mozzafiato, addirittura Odermatt per soli sette centesimi: pazzesco. Secondo posto per lo svizzero all’interno di un podio chiuso dal francese Muzaton. Ottime nel complesso le prove azzurre in direzione olimpica: Paris settimo, Casse undicesimo. Una prova che consegna lustro, incredibile dose di fiducia e consapevolezza dei propri mezzi al team e movimento azzurro quando ormai manca una manciata di settimane all’apertura di Milano-Cortina. Qual miglior modo per approcciar la kermesse più attesa se non scrivere ancora storia. Stavolta ancor più bello, perché il redattore è chi non t’aspetti, gloria per Giovanni Franzoni. Non è mancato quel pizzico di commozione dopo il trionfo, con quella dedica al compianto Matteo Franzoso, amico fraterno mai dimenticato.

