LATINA – Finalmente serenità. Quella spensieratezza tanto ambita, da tanto tempo. Dopo tanto, troppo tumulto. Funziona la cura Volpe che, subentrato a stagione in corso e supportato sul mercato dalla società, ha portato il Latina fuori dalle torbide acque della retrocessione. Inanellando eccome. Inanellando un filotto di risultati che significano continuità e ciel sereno, perché la strada scelta è evidentemente e finalmente quella giusta. Non poteva sussistere maniera migliore per approcciare quel meraviglioso distrattivo della semifinale di Coppa Italia di ritorno, quella che aspetta con grande ambizione e soprattutto fiducia i nerazzurri al Francioni mercoledì pomeriggio: si può scrivere storia, impronosticabile ad inizio stagione, centrando la finalissima della coppa di Serie C. Già, proprio in quel Francioni in cui sono tornati cori e sbandierate nerazzurre, dove l’ambiente si sta finalmente ricompattando. Il 2-0 sul Foggia, quello fioccato sabato sera grazie ai timbri di Fasan e Parigi, ha significato tanto: vittoria in uno scontro diretto pesantissimo, interpretazione perfetta, tra sfavillante primo tempo e sapiente gestione nel secondo. Soprattutto, come sussurrato in apertura, profonda continuità, affidabile e confortante: tre successi per dieci punti nelle ultime quattro. I numeri che poi accarezzano l’aspetto più importante: prima fuga salvezza. Dopo un Natale passato in zona retrocessione, finalmente è uscito il sole. Timido ed ancora invernale, ma si scorge. Il Latina adesso è dodicesimo, la città può preparare l’appuntamento più atteso: mercoledì, Renate, sogni di gloria.

