Pallanuoto – Settebello troppo sperimentale a Belgrado, Del Lungo ancora imprescindibile
Sport
26 Gennaio 2026
Pallanuoto – Settebello troppo sperimentale a Belgrado, Del Lungo ancora imprescindibile

BELGRADO – Sperimentale. Troppo. Ma questa è la strada evidentemente scelta e tracciata dal CT Sandro Campagna. Prematuramente, ma forse lungimirante. Il Settebello ha chiuso al quarto posto la kermesse degli Europei di Belgrado 2026. Sorprendendo, a tratti, con punti di gloria intercettati col successo sulla Croazia che è valso semifinali ad inizio competizione, forse, nemmeno messe in cantiere (d’altronde senza Fondelli ma soprattutto rinunciando a leader Di Fulvio, forse pensare alle semi era pura fantascienza). Poi però s’è vista tutta la differenza del mondo. Quanto questa nazionale, in piena rivoluzione ed evoluzione, sia soltanto all’inizio della sua metamorfosi, troppo lontana dalle migliori. Sia in semifinale con quella Serbia che poi si sarebbe tornata a laureare campione d’Europa davanti al suo incandescente pubblico di Belgrado, sia soprattutto nella finalina domenicale, quella con la Grecia. Specchio manifesto della stessa dominazione alla fase a gironi, colpevolmente superficiale e demotivata, la Nazionale di Campagna s’è fatta surclassare. L’impressione è che non abbia nemmeno provato a prendersi il bronzo. L’aspetto determinante, forse non proprio gradito al fine ultimo di trasformazione Campagna, è quanto e come Marco Del Lungo sia ancora imprescindibile per questo Settebello. Malgrado le 36 primavere, l’estremo difensore del Savona sa ancora quanto e come dire la sua. Decisivo ed insuperabile come tutta la sua carriera nel “quarto” con la Croazia. Ed è proprio lui, il leader dal maggior tasso tecnico del movimento azzurro dei giorni d’oggi, a sottolineare dopo l’ultimo deludente 12-5 della finalina quanto e come ci sia bisogno di un lungo percorso da 50/60 partite per costruire una Nazionale forte e vincente. Quello che Campagna, cambiando e mescolando le carte scegliendo già ai giorni d’oggi ricambio generazionale, ambisce in direzione Los Angeles. In ogni caso, a tutto il movimento laziale ed in particolare civitavecchiese, la dimostrazione di forza ancora a quest’età di Marco Del Lungo diventa l’ennesimo lustro di gloria. Un colpo di coda, nella prima stagione senza Pro Recco, che fa bene a tutti. E da queste parti, ancor più orgoglio tricolore.