Serie D – Montagne russe Flaminia, specchio riflesso del Girone più folle: colpo in Sardegna, sognare si può
Sport
26 Gennaio 2026
Serie D – Montagne russe Flaminia, specchio riflesso del Girone più folle: colpo in Sardegna, sognare si può

CIVITA CASTELLANA – Prosegue la stagione di montagne russe della Flaminia. Ma in realtà, e forse è proprio questo il bello della folle annata 25/26 nel Girone G di Serie D, sembra quasi che questo team ha preso gusto eccome, a danzar a codesto ritmo così altalenante. Anche perché annata pazza, sì, all’interno di una categoria ancor più pazza. Perché sono solo cinque, pensate, a fine gennaio i punti che dividono le acque playoff da quelle playout. Una Mesopotamia in cui tutto può cambiare da un momento all’altro: bastano due/tre partite sbagliate per ritrovarti nei guai, ma anche due/tre partite azzeccate per nutrire ad occhi aperti proprio sogni di gloria. In quello spicchio così osmosi, così fluttuante, in quel lasso così ingestibile si infila perfettamente la Flaminia di Nofri. La squadra più folle, quest’anno, come vi abbiamo raccontato dall’inizio della stagione. Una squadra capace di incassare e perder punti in casa, una squadra al contempo capace d’andar a vincere fuori contro chiunque. E proprio in questo senso si inserisce la vittoria del weekend appena trascorso: colpaccio in Sardegna, Casoli e Polidori per il 2-0 sul campo del Sarrabus Ogliastra, che significa aggancio in classifica e pensate solo due lunghezze dalla Lodigiani quinta in posizione playoff. Flaminia ottava, sì, ma a sole tre lunghezze al contempo dalla zona playout. Servirebbe sistemare il rendimento interno e trovare più omogeneità nel proprio percorso, ma non si può chiudere di cambiar natura ad una squadra che, s’è capito, quest’anno viaggia così. Montagne russe, chissà dove arriverà. A Civita Castellana, intanto, vietato precludere alcun sogno di gloria. Anche perché ieri ha debuttato Tuia, spessore ed istituzione, chissà già sabato nell’anticipo col Sassari in campo dal primo minuto. Sognare quest’anno, forse, ancora si può.